Messina Denaro, talpa nelle indagini. Il pentito: "Ex sindaco di Castelvetrano va oltre Cosa No

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Cristiano
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Published on 01 Oct 2019 / In Politica

Il 19 aprile 2019 in provincia di Trapani vengono arrestati due ufficiali dei Carabinieri insieme ad Antonio Vaccarino, ex sindaco di Castelvetrano. L'accusa è di favoreggiamento a Cosa Nostra, per aver passato delle informazioni che avrebbero favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro. Vincenzo Calcara è un collaboratore di giustizia che negli anni Ottanta faceva parte della famiglia mafiosa di Castelvetrano. Dagli anni Novanta Calcara racconta di come "Tonino" Vaccarino sia una colonna portante di Cosa Nostra, anche se non è mai stato incriminato per associazione mafiosa. Secondo Calcara, Vaccarino non solo farebbe parte di Cosa Nostra ma, sarebbe l'interlocutore fra la Mafia e le 5 entità: un gruppo di istituzioni deviate che coinvolgerebbe Vaticano, servizi segreti e 'ndrangheta. Vincenzo Calcara racconta di quando Francesco Messina Denaro, padre del superlatitante Matteo, gli chiese nel 1991 di uccidere Paolo Borsellino. Calcara si rifiutò, venne arrestato e iniziò a collaborare con la giustizia. Intanto, il 29 aprile Antonio Vaccarino è stato scarcerato e non si conoscono ancora le motivazioni.

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