🎥 REPORTAGE – COSÃŒ L’AGENDA GREEN STA RIDUCENDO LE NOSTRE CITTÀ (E LE NOSTRE TASCHE) | 1° PARTE

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Quando il comitato di cittadini "SOS #ViaPanama" aveva proposto di spostare alcuni alberi per fare spazio al nuovo marciapiede per non togliere troppo spazio alle auto, la risposta dal comune era stata chiara: no.
Da qui lo spaesamento dei residenti nel vedere, qualche giorno dopo, le operazioni di rimozione di alcuni ciliegi secolari nella medesima via per far spazio a un marciapiede e a una ciclopedonale ben più ampi di quanto si credesse. Circa tre metri tolti alla carreggiata in più di quelli che erano presenti nel progetto alternativo proposto dai residenti al comune: ma il confronto con l’amministrazione comunale capitolina sarebbe dovuto iniziare molto prima se non fosse che secondo il comitato insoddisfatto dei nuovi lavori di Via Panama, il comune non avrebbe discusso con loro dal principio.

Il principio risale a giugno 2025, data di inizio del cantiere in una via snodo del traffico romano. Zona Parioli. Pochi minuti dal centro.
Qui sorge il nuovo tratto del Grab, opera finanziata da fondi PNRR per dare ai ciclisti un vero e proprio grande raccordo anulare delle bici dentro la città eterna. Ma la declinazione di quest’idea per Via Panama sembra essere nata male per finire peggio.
Inizialmente infatti, #ciclabile e marciapiede annesso sarebbero dovuti sorgere all’interno di Villa Ada, quarto parco pubblico più grande della capitale dopo Appia antica, parco regionale del Pineto e Villa Doria Pamphilj. Qui però vigono delle regole molto più stringenti sull’occupazione del suolo pubblico, dunque l’alternativa va trovata in fretta, ed è proprio Via Panama ad essere sacrificata per la causa.

Qui nasce il disagio per i residenti: una via inizialmente a due corsie dove migliaia di auto transitano ogni giorno, ora ne ha una sola.
Video e testimonianze raccontano di traffico intenso a ogni ora del giorno e non di rado nella notte; e non è raro imbattersi in ambulanze costrette a rimanere imbottigliate in coda per l’impossibilità di superare le vetture in qualsivoglia modalità.
"Ci svegliamo col rumore dell’ambulanza", riferisce Rocco Gaudioso del comitato SOS Via Panama, "e gli autobus durante i lavori scaricano i pendolari direttamente su strada, non il massimo della sicurezza".
Ma non è tutto, perché quella che dovrebbe diventare un’ampia corsia di transito dove pedoni e ciclisti non si incontrano mai, diventa un infrastruttura dadaista costretta a scontrarsi con la complessa logistica dell’urbe: perciò in diversi tratti verso Piazza Ungheria, ciclabile e marciapiede riprendono a incontrarsi ed essere cosa unica come nulla fosse. Questo perché le fermate dell’autobus sembravano essere del tutto ignorate nelle bozze iniziali del progetto, ed ecco che per proseguire il tratto del Grab occorrono misure garibaldine.

Così, in prossimità del fermata del bus, notiamo una brusca interruzione della nuova ciclabile. Il percorso si ferma bruscamente per tornare sul marciapiede, dove pedoni e ciclisti si riincontreranno tranquillamente benché l’idea fosse quella di separarli del tutto.
E’ la soluzione spartana che tradisce le intenzioni della giunta comunale. Che tuttavia pur promettendo un confronto ai residenti, non ha attualmente ancora presenziato. Le auto in coda si moltiplicano così come le proteste spontanee, e quello che doveva essere un sogno a tinte green diventa l’incubo di un quadrante martoriato dal traffico eterno di una metropoli.

A chiudere il quadro, il capitolo sui ciliegi giapponesi: presenti e bellissimi su tutta la via, ma di troppo per un progetto simile: sono 28 quelli destinati a essere recisi, ma dal comune fanno sapere che molti sono malati.
Dubbi vengono sollevati sia dai residenti che da alcuni esperti, ma questo basta solo a rallentare l’abbattimento. Se gli operai rischiano spesso di imbattersi in residenti furiosi che si schierano fisicamente a protezione degli arbusti, ecco che uno di questi viene graffiato alla radice nottetempo: il prezzo della nuova ciclabile "#green" finanziata dal PNRR passa sopra tutti e tutto.

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