25 aprile, corteo ANPI in Duomo: “Questa è la piazza della speranza, non quella di sabato scorso”
Contestazioni a Sala e Fumarola; Minelli attacca La Russa: “Non all’altezza del suo ruolo”
Cronaca (Milano). È stato un 25 aprile segnato da divisioni e tensioni quello di Milano, dove circa 100mila persone si sono radunate partendo da corso Venezia per poi separarsi in tre cortei distinti, espressione di posizioni diverse sulle guerre in corso. Il corteo istituzionale, promosso dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e diretto verso piazza del Duomo, ha a sua volta registrato momenti di frammentazione. Le contestazioni contro la presenza della Brigata Ebraica hanno rallentato la marcia, bloccando i manifestanti per quasi due ore.
Sul palco allestito in piazza Duomo si sono alternati diversi interventi. Ad aprire, Primo Minelli, presidente dell’ANPI Milano: “L’Italia fu pacificata con la sconfitta del nazifascismo il 25 aprile 1945. È scandaloso che oggi si invochi un’incomprensibile pacificazione. Caro presidente del Senato, se pensa di qualificare chi combatteva per la libertà con chi combattè per il fascismo, lei si dimostra non all’altezza delle istituzioni che dovrebbe rappresentare. Si ricordi che non dichiararsi antifascisti significa essere il suo contrario. Questa è la piazza del ricordo ma anche del futuro e della speranza, a differenza della piazza di sabato scorso”.
Durante gli interventi del sindaco Giuseppe Sala e della segretaria generale della CISL Daniela Fumarola si sono levate alcune contestazioni dalla folla, tra cui il grido “No al gemellaggio con Tel Aviv”.
Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’ANPI, ha chiuso la manifestazione con queste parole: “È giunto il momento di ricostruire l’Italia per la vita e la dignità di tutte le persone”.
A margine, Primo Minelli ha dichiarato: “C’è stato un tappo del corteo, ma alla fine il bilancio che noi facciamo di questa giornata è indiscutibilmente positivo”. (Nicoletta Totaro/alanews)
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