25 novembre, i sindacati metalmeccanici inaugurano panchina rossa a Roma

25 novembre, i sindacati metalmeccanici inaugurano panchina rossa a Roma

Tibaldi (Fiom-Cgil): "Vogliamo che su questa panchina ci si siedano gli uomini"

Cronaca (Roma). "Oggi inauguriamo una panchina dove vogliamo che si siedano gli uomini. Vogliamo dare il messaggio che dal luogo più duro dove stanno le donne, una fabbrica, noi abbiamo scelto di aprire una porta che da strumenti concreti a donne vittime di violenza per provare ad uscirne", lo ha dichiarato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, a margine dell’inaugurazione di una panchina rossa simbolo al contrasto delle donne vittime di violenza, davanti la sede di Fiom, Fin Cisl e Uilm a Roma. "Attraverso il nuovo contratto dei metalmeccanici noi prendiamo un impegno preciso: educare i lavoratori e i nostri delegati. Che saranno i primi a cui potranno rivolgersi le donne vittime di violenza e che dovranno, grazie anche a questo contratto, essere accompagnate e messe in sicurezza. Il nostro non è un atto simboli ma un atto che segue un lavoro e una scelta precisa che la categoria più grande del settore manifatturiero in Italia ha scelto di fare da tempo e oggi rafforza. La violenza sulle donne è un atto di inciviltà. E da la punta più avanzata della civiltà di questo Paese che è il lavoro, anche quello degli uomini, noi diamo un segnale". (Marco Vesperini/alanews)

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Oggi è un giorno in cui in auguriamo una panchina dove vogliamo che si siedono gli uomini questo è il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi anni non a casa Oggi siamo qui il giorno dopo aver firmato un contratto che è stato uno strumento per formare i nostri delegati per informare i lavoratori abbiamo fatto un lavoro estremamente prezioso una campagna di assemblea che diventerà strutturale infatti oggi è qui con noi anche federmeccanica perde vogliamo dare questo messaggio dal più duro Dov’è stanno le donne nelle loro giornate una fabbrica Noi abbiamo scelto di aprire una porta che da strumenti concreti a donne vittime di violenza per provare a uscire il nostro impegno sarà metterci in rete con le associazioni e attraverso quel contratto noi prendiamo un impegno preciso educare i lavoratori educare i nostri delegati che sono i primi a maggioranza maschi a cui potranno rivolgersi le donne vittime di violenza e che dovranno grazie anche a questo contratto Può essere accompagnata e mettere in sicurezza non è un atto simbolico Il nostro è un atto che segue un lavoro è una scelta precisa che la categoria più grande dei settori ma nemmeno la manifattura in Italia ha scelto di fare da tempo e oggi consolida e rafforza la violenza sulle donne è un atto di inciviltà e Dalla punta più avanzata della civiltà di questo paese che è il lavoro anche quello degli uomini Noi diamo un segnale

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