25 novembre, “lezione sessuo-affettiva’”di Non una di meno davanti al Mim

25 novembre, "lezione sessuo-affettiva’"di Non una di meno davanti al Mim

"Ci vogliamo vive", è lo slogan di Non una di meno che oggi ha manifestato contro il ministro dell’Istruzione e del Merito

Cronaca (Roma). "Ci vogliamo vive", è lo slogan di Non una di meno che oggi ha manifestato contro il ministro dell’Istruzione e del Merito e il consenso per l’educazione sessuo-affettiva. "Ci troviamo davanti al ministero dell’Istruzione per un evento specifico sull’educazione sesso affettiva nelle scuole, per noi è estremamente importante che questi temi vengano portati all’interno delle classi", afferma una studentessa. "Senza, però, la clausola del consenso informato proposto di recente, ma utilizzandola come strumento per eliminare la violenza patriarcale in ogni aspetto della società". Oggi, 25 novembre, "non c’è niente da celebrare, solo un mondo da trasformare", dicono. Alle spalle di chi si alterna al megafono lo striscione con su scritto "ci vogliamo viv3". Tante le docenti che hanno deciso di scendere in piazza. "Vorremmo spiegare al ministero e al governo il perché c’è bisogno di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, senza il consenso delle famiglie – sottolinea una professoressa che preferisce rimanere anonima – Le statistiche ci restituiscono dati che vedono coinvolte sempre più le giovanissime nella violenza di genere". Quanto alle recenti dichiarazioni dei ministri Nordio e Roccella, "non solo ci sconfortano ma ci terrorizzano", ha aggiunto un’altra docente. Partecipano a quella che è una "lezione aperta capovolta" anche studentesse, studenti e famiglie con bambini. (Marco Vesperini/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

Speriamo Oggi è il 25 novembre davanti al Ministero dell’Istruzione per un evento specifico sulla sull’educazione per noi importanti sono portati anche all’interno delle classi clinica La clausola del consenso informato proposto di recente Ma appunto utilizzandolo come strumento per eliminare la violenza patriarcale in ogni aspetto della vita compreso nella scuola studenti docenti personale della i genitori anche persone che riconoscono nella scuola un presidio pubblico per tutte democratico e laico di tutta la società fate a caso si costruisce che si tramanda e volevi partire devi definitivamente affettiva non sia utile all’interno delle scuole partendo proprio dalle scuole materne quindi iniziando concerto del gioco del consenso di quello che ha significato e significa effettivamente il rispetto vuol dire naturalmente Ma come è logico che faccia un governo fascista e Patriarca pignorare quello che è veramente la diffusione e la cultura contro dello stupro la cultura della violenza Per noi è una violenza sistemica che si esprime in tante cose dentro la scuola che gioca sulle nuove generazioni bella corsa Sono loro che costruiscono al futuro con loro che sei proiettano naturalmente Rispetto a ciò che è fondamentale costruire conquistare per trasformare non solo la cultura ma anche i viaggi degli Studi di una società come questa quindi noi siamo in piazza per questo ci siamo stati come mare al 22 continuare tutti i giorni all’interno delle scuole e dei territori dei consultori dei centri antiviolenza perché attraverso proprio gli aghi che si conquista la politica contro Super contro la violenza

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