ActionAid inaugura MUPA, il Museo del Patriarcato
Dalla ricerca: "un uomo su tre giustifica la violenza economica e due su dieci quella fisica contro le donne"
Cronaca (Roma). "Il Museo MUPA, il Museo del Patriarcato, nasce dalla consapevolezza che l’organizzazione ActionAid ha rispetto a ciò che andrebbe fatto per superare la disuguaglianza di genere. Nasce anche però con una prospettiva positiva, di guardare verso il futuro con occhi positivi, che è molto difficile in un periodo storico come questo. Noi crediamo che vada archiviato un sistema sociale, quello del patriarcato, che fonda le sue radici nella disuguaglianza di genere".
Lo ha detto Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia, a margine dell’inaugurazione di MUPA – il Museo del Patriarcato, un percorso narrativo ambientato nel 2148 per osservare il 2025 come un passato da superare. All’evento ha partecipato anche l’attrice Violante Placido.
Scannavini ha spiegato la scelta di raccogliere e "archiviare" simbolicamente le tracce del patriarcato presenti nella vita quotidiana: "Crediamo che tutte le tracce del patriarcato che troviamo nella vita quotidiana debbano essere archiviate e dobbiamo promuovere un mondo basato sull’uguaglianza di genere e sull’opportunità che le donne devono avere di sentirsi libere e di manifestare con serenità tutte se stesse".
L’iniziativa è accompagnata da una ricerca realizzata da ActionAid con l’Osservatorio di Pavia: "Da questa indagine risulta che ancora un uomo su tre giustifica la violenza economica contro le donne, uno su quattro la violenza psicologica e, ahinoi, circa due uomini su dieci accettano o giustificano la violenza fisica. Ed è ancora più preoccupante che questi dati riguardano anche i giovani", ha sottolineato.
Sul piano delle politiche pubbliche, Scannavini ha ribadito l’importanza di un cambio di approccio sistemico: "Sono stati fatti grandi passi avanti, ma crediamo che vadano investite più risorse e che tutte le politiche pubbliche debbano avere una prospettiva di genere: dalla sanità alla scuola, dai trasporti alla pianificazione urbana fino al sistema digitale". (Stefano Chianese/alanews)
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Aaron è partito il museo mufant museo del patriarcato nasce dalla consapevolezza che l’organizzazione arancione idea Rispetto a ciò che andrebbe fatto per superare la disuguaglianza di genere anche però con una prospettiva positiva di guardare verso il futuro con occhi appunto positivi che è molto difficile in un periodo storico come questo noi crediamo che va archiviato un sistema sociale quello del patriarcato che fonda le sue le sue radici proprio nella disuguaglianza di genere è per questo motivo che crediamo che le tracce del patriarcato che viviamo nella vita quotidiana debbano essere archiviate e dobbiamo promuovere un mondo sicuramente più basato sull’ Uguaglianza di genere sull’opportunità credo devono avere di sentirsi libere e di avere appunto l’occasione di poter manifestare con serenità tutte stesse abbiamo fatto un’attenta ricerca insieme all’ osservatorio di Pavia un rapporto del quale abbiamo dato il titolo perché non accada Abbiamo quindi analizzato tutti gli aspetti della vita quotidiana che vive una donna e sono molto interessanti e citerò alcuni quelli più preoccupanti da questa indagine risulta che ancora un uomo su 3 giustifica la violenza economica contro le donne 1 su 4 psicologica e verbale e hai noi due uomini circa 2 uomini su 10 accettano giustificano capiscono modo loro la violenza fisica contro le donne è ancora più preoccupante che questi dati riguardano anche i giovani quindi questo ci sta proprio a dire che tutte le politiche di prevenzione alla violenza maschile contro le donne ancora devono essere migliorato Allora innanzitutto va detto che sono stati fatti grandi passi avanti per tutto ciò che riguarda la violenza di genere noi crediamo che vadano investite più risorse ma soprattutto che si che si abbia la capacità di guardare alle politiche pubbliche in modo ampio e che tutte le politiche pubbliche debba avere una prospettiva di genere alle politiche che si occupano della sanità a quelle della scuola a quelle appunto dei trasporti della pianificazione urbana anche tutto ciò che riguarda il sistema digitale quindi fare anche una visione di genere permette di rivedere quelle che sono gli approcci e quindi anche politico-culturali che noi adottiamo in tutta la interpretazione che abbiamo del mondo e della risoluzione dei problemi


