Assocarta, nel 2025 produzione carta cala del 2,2%, importazioni +7,5%

Assocarta, nel 2025 produzione carta cala del 2,2%, importazioni +7,5%

Crescono i consumi (+3,3%). Poli, ‘rivedere benchmark Ets’

Cronaca (Roma). Nel 2025 i consumi nazionali del settore cartario italiano sono aumentati del 3,3%, raggiungendo 10 milioni di tonnellate, mentre la produzione si è ridotta del 2,2% (7,8 milioni di tonnellate) e il fatturato è diminuito del 5,2% (7,9 miliardi di euro), lasciando sempre più spazio alle importazioni, cresciute del 7,5%. Le esportazioni hanno registrato un calo del 3,5%. È quanto emerge dall’assemblea pubblica di Assocarta a Roma, in cui, in particolare, è stato sottolineato come le maggiori contrazioni della produzione cartaria abbiano interessato le carte per usi grafici (-10,3%), seguite dalle carte per usi igienico-sanitari (-2,2%) e dal packaging (-0,3%), mentre solo il comparto delle specialità ha registrato una lieve crescita (+1,4%). “L’Italia si conferma tra i protagonisti del settore – ha spiegato il presidente di Assocarta Lorenzo Poli -, che contribuisce per il 2,4% al valore aggiunto del manifatturiero nazionale, con un’incidenza superiore a quella registrata in Germania e Francia”. A pesare sulla competitività del settore è però l’effetto dei costi energetici e il sistema Ets. “Per questo – ha proseguito Poli – chiediamo alla Commissione europea di rivedere i benchmark Ets, che rischiano di compromettere la competitività di un settore che ha investito concretamente in circolarità e decarbonizzazione”. (Marco Vesperini/alanews)

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Crisci la domanda nazionale di carta e cartone ma la produzione nel 2025 Segna un calo del 2,2% a fronte di un più 7,5% delle importazioni è un calo del 3,5% dell’export sono alcuni dei dati che fotografano l’industria Cartaria italiana definita resilient dal Presidente dell’Associazione Lorenzo Poli durante l’assemblea annuale a Roma ma su cui Grava il peso del costo dell’energia in particolare del sistema ETS problemi perché in realtà li DS Che significa decarbonizzazione un po’ di musica da suonare il tender a decarbonizzare la passare le impronta carbonica da 25 anni che guida i nostri investimenti e la nostra presa di coscienza verso l’ambiente Purtroppo oggi il punto di snodo del quadriennio 2630 che porta i Benchmark diminuire della metà e quindi a raddoppiare il costo della CO2 per noi in affrontabile e quindi va trovato una mediazione una soluzione in termini europei Ci sono due tipi di effetti il primo il fatto per il settore manifatturiero italiano e spiazzato da una particolare situazione di politica energetica rispetto in paesi del nord quindi il fatto di utilizzare dei Benchmark comuni senza considerare le specificità di fatto ce n’era un Gap di competitività che può avere effetti anche del 5 10% sulla vita delle imprese per i paesi del nord invece l’opposto gli effetti sono molto positivi Se però anche un altro tema importante nel lungo periodo è necessario ragionare e capire quelli che possono essere gli effetti sulla disponibilità di Fondi ETS raccolti dagli Stati membri e da impiegare per un progetto europeo di decarbonizzazione che costerà 1570 miliardi di numeri della commissione che in qualche modo dobbiamo decidere se graveranno sul prese il potere d’acquisto delle famiglie o si farà una spazio per sostenerli attraverso opportuni meccanismi di aiuto dei prezzi del gas naturale significativo ancora oggi i prezzi si attestano su livelli ampiamente superiori a quelli tutto il criticità è legata al ritardo da un aumento dell’offerta di A livello mondiale si aspettava che l’anno prossimo i prezzi del gas naturale indicativamente questo effetto è stato ritardato dalla guerra di un annetto almeno diciamo quanto riguarda per dirlo perché se prendono le decisioni anche a livello più tardi su questo è ancora più un pochino cauto

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