Autonomia differenziata: “È la pietra tombale sul sistema-paese, il Sud si ferma”

Alessandro Arienzo è un docente di Storia delle dottrine politiche all’Università Federico II di Napoli, in questa intervista a Fanpage.it spiega i rischi della autonomia differenziata e della riforma dei poteri delle Regioni. "Non possiamo pensare all’autonomia differenziata, pensando che in fondo è solo una riorganizzazione dei poteri delle Regioni – spiega – è molto più complesso, è la pietra tombale sulla tenuta del sistema paese, è un processo che determinerà che chi già corre, correrà sempre di più e chi invece è indietro rischia di fermarsi letteralmente". Lo squilibrio ulteriore tra Nord e Sud è al centro dell’analisi del prof Arienzo: "Con l’autonomia differenziata lo Stato sostiene le risorse delle Regioni secondo la spesa storica, cioè secondo quanto già spendendo, quindi se una Regione spende di più ed è più ricca continuerà ad avere le sue risorse ma se una Regione è più povera e spende meno continuerà ad avere di meno, è cose se uno partisse in pole position e l’altro in diciassettesima fila, uno con la Ferrari e l’altro con la bicicletta". Le ricadute sui servizi ai cittadini saranno importanti: "Basti pensare agli asili, alle scuole, chi ha speso meno riceverà sempre meno e non potrà mettersi in pari – sottolinea Arienzo – come anche sulla sanità e sulla pubblica amministrazione, non avremo le risorse per sostituire chi va in pensione al Sud". 

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