BOLLETTE, PARAGONE È UN FIUME IN PIENA ▷ “A DICEMBRE COSA TIRIAMO FUORI, LA BANDIERA DELL’UCRAINA?”

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Si parla molto, paradossalmente non nei #programmielettorali, di #carobollette e #prezzodelgas. Soprattutto in vista di un inverno che costringerà molti italiani a stringere notevolmente la cinghia. C’è chi invoca il #tettoeuropeo al costo dell’#energia, chi invece ha smesso di affidarsi all’#UnioneEuropea per le decisioni che contano davvero. #GianluigiParagone, leader di #Italexit, espone in diretta la sua idea, basata sull’esperienza. Un’esperienza che lo ha portato – soprattutto negli ultimi mesi, complice l’obbligo della #raccoltafirme – a stretto contatto con le persone:

Il nodo delle #materieprime
“Ho fatto una diretta con un piccolo imprenditore dell’#edilizia e mi raccontava che le materie prime hanno dei prezzi schizzati alle stelle: se il rifacimento di un bagno prima poteva arrivare a costare 5000 euro, adesso va oltre i 7500. Quindi, non tutte le persone riusciranno a fare dei lavori di rifacimento e ripiegheranno su piccoli interventi. Quindi, tu hai la materia prima che è a prezzi fuori controllo, le consegne delle materie prime (nonostante il tuo obbligo di pagare puntualmente) che non avviene in tempi certi e ora anche il tema dibattuto delle #bollette“.

Allarme bollette: quale futuro per gli #imprenditori?
“Quello delle bollette è un tema che porta con sé diverse valutazioni. Se tu non sai l’ammontare della bolletta di mese in mese, il tuo #bilancio (vuoi che sia familiare o da piccolo imprenditore) diventa aleatorio perché non sai quanta #liquidità devi mettere da parte per pagare le bollette. Le bollette che stanno arrivando adesso, relative ad agosto, mediamente sono superiori del 20% a quelle – già care – di luglio. Settembre, se la curva rimane questa, avrà un ulteriore aggravamento dell’importo finale. Allora quanta liquidità deve avere un imprenditore per andare avanti? E soprattutto come può, alle condizioni attuali, chiedere al #sistemabancario di dargli un po’ più di credito per pagare le bollette? Così è impossibile fare impresa. Da qui alla fine dell’anno molti cederanno perché non è obbligatorio fare l’imprenditore, non è una vocazione divina, quindi lo fai fintantoché ci stai dentro”.

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“La situazione emergenziale ha spogliato i #cittadini della dignità”
“Non è giusto vedere sempre più persone oggi fare la fila davanti alle mense della #Caritas oppure che rovista in quello che avanza dai mercati o che chiede agli ambulanti se avanza un po’ di frutta e di verdura. E lì vedi proprio l’abbraccio solidale di questi ambulanti verso persone che si capisce che sono in difficoltà evidente. La situazione emergenziale ha spogliato i cittadini della dignità, e io credo non sia giusto. Non posso assistere a un dibattito sul caro energia dove il #Governo (che ricordiamo essere operativo) non ha il coraggio di fare lo #scostamentodibilancio per paura di creare #deficit. Ma questo #fanatismo dove porta? Se io ho paura di creare deficit per proteggere l’#economiareale, vuol dire che l’economia reale salta. E cosa vuol dire far saltare l’economia reale? Vuol dire creare #disoccupazione. Perché non dobbiamo prendere l’amministratore delegato di #ENI, che è una partecipata dello Stato, per le orecchie e dirgli che se fa un utile di 7 miliardi è immorale e li deve rigirare immediatamente al #popolo?”.

“Bisogna raccontare la verità agli italiani sul gas”
“Tu adesso devi raccontare la verità agli italiani sul gas, è inutile che ci giriamo intorno: noi non possiamo fare a meno del gas russo, basta con questa ipocrisia buonista. Prima o poi qualcuno ci deve arrivare a quel maledetto bivio, e allora o difendiamo gli italiani – che non hanno dichiarato guerra a nessuno e che non vogliono questa guerra – oppure andiamo avanti in un buonismo di maniera. A dicembre, quando tutte le bollette saranno arrivate a incidere nei bilanci dei cittadini, cosa tiriamo fuori, la bandiera dell’#Ucraina? Andiamo avanti con questi simboli che poi diventano simboli impoveriti di significato? Allora gioco la parte del cinico realista, però mi dispiace, non posso permettere che mi salti un sistema imprenditoriale ed economico. Non è che se l’#Italia cambia posizione e decide di giocare un ruolo più terzo e da mediazione, diventa il problema del mondo. Io penso che questa #guerra, di fatto, sia alimentata dall’interesse degli #StatiUnitidAmerica a fermare l’#economiarussa e lo strapotere russo: il disegno di #Putin alla #CasaBianca dà fastidio, quindi questa guerra va avanti perché in maniera indiretta – anche se ormai è palese – gli Stati Uniti stanno alimentando i presupposti del conflitto. E noi siamo schiacciati“.