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Si è chiuso a fine agosto 2026 il maxi-processo intentato da decine di Stati americani contro #Meta, accusata di aver progettato #Facebook e #Instagram per generare dipendenza compulsiva nei minori. L’azienda ha patteggiato un risarcimento fino a 18 miliardi di dollari, da versare in dieci anni, evitando una condanna che avrebbe potuto arrivare fino a 1.400 miliardi. L’accordo introduce anche vincoli operativi: un tetto giornaliero di due ore per gli under 18, il blocco delle funzioni principali tra mezzanotte e le sei del mattino, la sospensione delle notifiche nell’orario scolastico e la rimozione dei “mi piace” dagli account degli adolescenti.
Duranti, Fusaro e Bianchi: il tempo rubato è la vera posta in gioco
A Un Giorno Speciale, Fabio Duranti ha aperto il tema partendo da una distinzione netta: “il denaro che perdiamo lo possiamo rifare, il tempo no”, ricordando come il caso Meta confermi una volontà precisa di sottrarre tempo agli utenti più giovani, non un semplice effetto collaterale della tecnologia.
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