Carceri, +Europa visita San Vittore e l’ICAM: “La direzione fa il possibile, ma servono riforme”
Ferlito: “Le dipendenze non possono essere trattate come disturbi comportamentali. Inaccettabile avere bambini di pochi mesi in carcere”
Cronaca (Milano). Una delegazione di +Europa è tornata nella mattinata di mercoledì 5 agosto al carcere di San Vittore, a Milano, per una nuova visita ispettiva. Al termine di oltre due ore di sopralluogo, il quadro emerso resta segnato da criticità strutturali. Oltre al sovraffollamento di oltre il 200%, il coordinatore di +Europa, Ennio Ferlito, ha spiegato che ci sono criticità che non dipendono dalla dirigenza: “Nonostante il forte turnover del personale, dovuto al costo della vita a Milano, abbiamo riscontrato un buon rapporto tra la polizia penitenziaria e i detenuti. A San Vittore c’è una dirigenza che si impegna il più possibile a migliorare le condizioni di vita all’interno del carcere. Ma per risolvere certe criticità servono interventi legislativi: come ci diceva la responsabile del trattamento, i detenuti stranieri che non hanno un permesso di soggiorno non hanno prospettive all’esterno e quindi a loro, paradossalmente, conviene restare dentro o ritornare dentro una volta usciti; o il trattamento delle farmacodipendenze è assolutamente inadeguato, dal momento che non sono riconosciute come dipendenze e quindi la dirigenza le può trattare solo come disturbi comportamentali. Su questo proveremo ora a sollevare il tema in Parlamento e cercheremo di spingere a livello locale per i lavori di ristrutturazione. Ci sono ancora due raggi del carcere chiusi in attesa dei lavori da circa un anno”.
Dopo la visita a San Vittore, la delegazione ha effettuato un’ispezione anche all’Istituto a custodia attenuata per madri con bambini (ICAM) di via Macedonio Melloni, collegato al carcere di San Vittore. “La situazione è completamente diversa rispetto a San Vittore. Dopo l’incendio dello scorso febbraio, la struttura è stata ristrutturata e tutto è perfettamente funzionante. In questo momento ci sono otto madri con sette bambini, due di loro sono in stato di gravidanza. L’età media dei bambini è molto bassa, perché con il nuovo decreto Sicurezza è stata reintrodotta la presenza in carcere di bambini molto piccoli, anche di pochi mesi. Anche se vanno a scuola e si cerca di farli stare il meno possibile all’interno dell’istituto, dal mio punto di vista questo è inaccettabile perché l’ICAM non è il posto adatto in cui dovrebbero stare dei bambini così piccoli”. (Nicoletta Totaro/alanews)
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