CASO ORLANDI, ACCUSE GRAVISSIME A WOJTYLA ▷ CIONCI: “SUL SILENZIO DI BERGOGLIO HA RAGIONE VIGANÒ”

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Un papa, un’antipapa e un conclave segreto.
Questi i fatti raccontati anche nei mesi precedenti dallo scrittore romano #AndreaCionci.
Perché si parla di antipapa? Nell’ormai noto libro-inchiesta "Il Codice Ratzinger" presenziano varie tesi sull’esistenza di una sorta di falla nell’abdicazione del Papa Benedetto XVI. Le novità in ambito papale non finiscono mai.
Lo scrittore romano è intervenuto in diretta ai nostri microfoni per parlare in primis del misterioso e recentissimo caso di una messa svoltasi illecitamente ed in secundis delle novità riguardanti il famoso caso della ragazza scomparsa #EmanuelaOrlandi.

"Gli osservatori cattolici – spiega Cionci – dicono che Bergoglio porta confusione, invece non porta affatto confusione.
Sta seguendo un programma logico che però non è cattolico. Un’agenda il cui obiettivo è la distruzione del cattolicesimo".
Ed è qui che entra in gioco il racconto dello strano caso di una messa svoltasi, come racconta lo scrittore del Codice Ratzinger, in San Giovanni Laterano.

"San Giovanni Laterano è stata sconsacrata di fatto.
Un vescovo anglicano che per vent’anni è stato massone, è stato Vice Gran Cappellano della Grande Loggia Unita d’Inghilterra, cioè l’antimateria della Chiesa Cattolica, il 18 aprile è venuto a Roma con cinquanta preti anglicani.
Sono entrati in San Giovanni in Laterano e hanno celebrato una messa loro anglicana, che per i cattolici è eretica e scismatica.
Quindi la chiesa deve essere riconsacrata, perché è avvenuto un rito che non era cattolico sul suo altare".
Un ipotetico errore che così avrebbe suscitato lo scalpore. E dal Vaticano, racconta Cionci, sarebbero addirittura arrivata una sorta di "confessione".

"Hanno detto che siccome il prete che si relazionava con questi anglicani non parlava bene inglese, allora c’è stato un equivoco.
E si sono presentati lì cinquanta anglicani che hanno celebrato una messa sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno dicesse niente, perché il prete non sapeva bene l’inglese". Ma non finisce qui: "Il 14 maggio è prevista un’altra celebrazione di un altro patriarca scismatico in San Giovanni.

Quindi, come vedete, è esattamente come dico io: vi stanno prendendo per i fondelli.
Stanno sdoganando la celebrazione di culti, scismatici ed eretici per arrivare a questo sincretismo religioso che non sarà nient’altro che un mega contenitore di una nuova religione al servizio del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, che spaccherà la Chiesa Cattolica e con essa anche il nostro Paese".

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Recentemente è tornata in auge la famosa questione legata alla sparizione di Emanuela Orlandi.
A oltre quarant’anni dalla scomparsa, lo scorso 9 gennaio, per volere di papa Francesco, il Vaticano ha aperto le indagini ufficiali riguardo al caso, tramite il promotore di Giustizia Alessandro Diddi. L’11 aprile, il fratello della ragazza scomparsa, Pietro Orlandi ha depositato al Vaticano dei nomi da verificare. E recentemente ha fatto delle dichiarazioni in merito: "Mi dicono che Wojtyla – Papa Giovanni Paolo II – ogni tanto la sera usciva con due monsignori polacchi e non andava certo a benedire le case".
Papa Francesco non l’ha presa bene: "Giovanni Paolo II è stato un santo in vita e lo è formalmente ora da morto.
Nessuno onestamente può dubitare di Papa Wojtyla".

Anche su questo episodio, Andrea Cionci non si riserva di fare un’analisi: "La Nuova Bussola Quotidiana si era molto stupita del fatto che la Santa Sede non smentisce le illazioni fatte da Pietro Orlandi.
Hanno aspettato quattro giorni per rispondere. Giustamente Monsignor Viganò in questo caso ha detto una cosa giustissima.
Dice: ‘Bergoglio insinua che i suoi predecessori sarebbero coinvolti nella scomparsa di Emanuela Orlandi, che sarebbero implicati, avrebbero coperto crimini abominevoli. Mentre accredita a se stesso come persona integerrima, è determinato a fare giustizia’. Un’analisi corretta.

E continua: ‘Quand’anche per assurdo le dichiarazioni del fratello di Emanuela Orlandi corrispondessero davvero, il promotore di giustizia avrebbe commesso una gravissima violazione dei doveri di riservatezza a cui è tenuto un magistrato’.
E quindi questo promotore di giustizia doveva essere assolutamente rimosso. Il fatto che ciò non sia avvenuto dimostra che il promotore di giustizia agisce in esecuzione di ordini ricevuti dal Segretario di Stato e da Papa Francesco".

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