Caso Pezzulli – INAF, astrofisica premiata da Mattarella rimane senza contratto
USB: "È la punta di un iceberg: nella ricerca circa 40mila precari"
Cronaca (Roma). Edwige Pezzulli, astrofisica e divulgatrice scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito dal Presidente della Repubblica e pluripremiata per la sua attività scientifica e divulgativa, è rimasta senza contratto di lavoro. "Purtroppo la mia situazione non ha nulla di speciale – racconta Pezzulli – presso l’INAF ci sono 700 precari. È un problema sistemico ma le responsabilità sono anche degli enti di ricerca". Secondo Giovanna Rinaldi (USB): "Una vicenda emblematica che spiega come questo caso rappresenti la punta di un iceberg: in Italia si contano circa 40mila precari nella ricerca". La vicenda è arrivata anche in Parlamento, con un’interpellanza rivolta ai Ministri dell’Università e del Lavoro affinché verifichino perché l’INAF abbia scelto di non prorogare il contratto della ricercatrice, bloccando di fatto il suo percorso verso la stabilizzazione previsto dall’art. 20 del d.lgs. 75/2017, nonostante anni di lavoro e competenze acquisite.
"Come sindacato USB, ci stiamo occupando del caso di Edwige Pezzulli per cercare di farle prorogare il contratto presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)". Lo dichiara Giovanna Rinaldi, ricercatrice INAF e dirigente sindacale USB. "Questo è anche un caso emblematico – continua Rinaldi – Edwige infatti ha un curriculum che dovrebbe essere preso altamente in considerazione del nostro ente: è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha vinto dei premi della società di fisica, gestisce una rubrica di astrofisica per la Rai. Queste competenze sono state riconosciute dallo Stato italiano ma non dal nostro ente. Abbiamo chiesto un supporto ad alcuni parlamentari e il 18 novembre c’è stata un’interpellanza parlamentare che sottolinea il caso di Edwige Pezzulli. Ad una persona così non può non essere rinnovato il contratto, ma questa vicenda mette in evidenza anche il fatto che Edwige è solo la punta di un iceberg. Il problema molto più grande è quello del precariato; negli enti di ricerca e nelle università si contano tra i 30mila e i 40mila precari. Solo nell’INAF ci sono più di 700 precari di cui 300 stabilizzandi, ciò vuol dire che potrebbero essere stabilizzati con un contratto a tempo determinato secondo la legge Madia. Stiamo attendendo delle risposte a questa interpellanza parlamentare sia da parte del nostro ente che dal ministro dell’Università e della Ricerca. Stiamo infine aspettando delle risposte anche dal governo poiché nell’attuale proposta di legge di bilancio non c’è nulla per l’università, per la ricerca e per i precari. Ci aspettiamo che nella prossima finanziaria, che dovrà essere approvata nei prossimi giorni, vengano introdotti dei fondi per iniziare a risolvere il problema del precariato".
"La mia situazione in realtà non ha nulla di speciale – racconta Edwige Pezzulli – perché, come me, quasi il 45% delle persone che portano avanti la ricerca e la divulgazione all’Istituto Nazionale di Astrofisica è personale precario. Questo vuol dire che si vive nella costante incertezza, che non si sa che cosa sarà della propria vita dopo un anno e che si può essere estromessi da un momento all’altro come è successo a me, senza considerare che in tutto ciò percepiamo anche il 60% in meno rispetto ai colleghi europei. Tra l’altro, una volta estromessi, alcuni di noi non hanno nemmeno i diritti fondamentali che le lavoratrice ed i lavoratori hanno conquistato così faticosamente, come ad esempio il TFR, oppure la disoccupazione". In merito al precariato, Pezzulli sottolinea: "Si tratta di un problema sistemico che attanaglia molte persone, è un problema collettivo e, come la scienza ci insegna, se il problema è collettivo la soluzione deve passare necessariamente dal considerare la comunità precaria come un unico insieme. Ci si salva solo se ci si salva tutti insieme". Ricordando l’onorificenza ricevuta da Mattarella, Pezzulli ricorda: "Insieme a me c’è molta altra gente che ha ricevuto tantissimi riconoscimenti più o meno espliciti, più o meno quotidiani, che porta avanti la ricerca, mettendo insieme punto dopo punto quello che poi diventerà il grande quadro della scienza e della divulgazione scientifica. Perché non c’è scienza se non viene raccontata al resto dell’umanità. Quindi in realtà la mia condizione è solo più esplicita di molte altre, ma siamo in tanti in questa condizione e in tanti dobbiamo salvarci". Pezzulli racconta poi il suo lavoro più recente presso l’INAF: "L’ultima collaborazione alla quale ho lavorato è un consorzio di astrofisica delle alte energie. È un progetto europeo che cerca di mettere insieme le forze di diversi istituti europei nel campo dell’astrofisica dell


