Coleottero anti-cocciniglia: a Napoli primo test al mondo sui pini

Coleottero anti-cocciniglia: a Napoli primo test al mondo sui pini

Alla Mostra d’Oltremare sperimentazione con il Thalassa montezumae contro l’insetto killer delle pinete

Economia (Napoli). Un piccolo coleottero per contrastare una delle principali minacce al patrimonio verde mediterraneo. È partita alla Mostra d’Oltremare di Napoli la prima sperimentazione al mondo con il Thalassa montezumae, insetto predatore naturale della cocciniglia tartaruga del pino, il parassita invasivo che negli ultimi anni ha causato la perdita di migliaia di pini in Italia e in diverse aree del Mediterraneo. Nel corso della prima fase del progetto sono stati liberati circa cento esemplari del coleottero su quindici pini e altrettante essenze ornamentali presenti nell’area individuata per il monitoraggio. Nei prossimi mesi gli esperti seguiranno l’evoluzione della popolazione dell’insetto per verificare la capacità di insediamento e l’efficacia nel contenimento della cocciniglia. La sperimentazione rientra in un programma nazionale promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, coordinato in Campania dal Servizio Fitosanitario Regionale, con il contributo scientifico del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II e del Crea Difesa e Certificazione di Firenze. “Stiamo lavorando su una strategia di difesa biologica che potrebbe rappresentare una svolta nel contrasto alla cocciniglia tartaruga del pino”, spiega Giuseppino Sabbatini, ricercatore entomologo del Crea. “L’obiettivo è osservare se questo predatore riesce a stabilizzarsi nell’ambiente e a ridurre naturalmente la presenza dell’insetto dannoso. Si tratta di una fase sperimentale delicata, perché bisogna valutare attentamente tutti gli equilibri dell’ecosistema”. La Mostra d’Oltremare, scelta come sito pilota per il progetto, punta a diventare un laboratorio di sperimentazione ambientale. “Ospitare questa prima esperienza mondiale significa confermare il ruolo della Mostra come luogo dove ricerca, innovazione e interesse pubblico possono incontrarsi”, sottolinea Remo Minopoli, presidente della Mostra d’Oltremare. “La salvaguardia del verde non riguarda soltanto il nostro parco, ma la qualità della vita nelle città e la tutela del patrimonio naturale per le future generazioni”. Il primo controllo sul campo è previsto a inizio settembre, quando gli specialisti del Servizio Fitosanitario Regionale, del Crea e dell’Università Federico II analizzeranno la presenza del coleottero e i primi effetti della nuova tecnica di contrasto. Il monitoraggio proseguirà nei mesi successivi per valutare la possibilità di estendere il metodo ad altre aree colpite dalla diffusione della cocciniglia tartaruga del pino. (Raffaele Accetta/alanews)

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è una prima prima operazione di questo tipo sulla cocciniglia tartaruga del Pino mediante rilascio della detto antagonista naturale la Thalassa Montezuma c’è una coccinella oggi assistiamo al rilascio in campo quindi lascia nell’ambiente di una popolazione di coccinella a levate laboratorio gli individui adulti lasciate inizieranno a disperdersi sulle piante inizieranno ovviamente nutrirsi a spese della cocciniglia tartaruga del Pino e iniziando Riproduci film inizieranno a deporre le uova delle uova una cena delle larve che a sua volta cominciano anche loro da mangiare la cocciniglia e quindi cresce sia svilupparsi e diventare adulti quindi popolazione ad aumentare proprio questo Cioè partire da un piccolo nucleo diciamo di individui lasciati per poi aumentare nel tempo nei mesi ma soprattutto negli anni diffondersi nell’ambiente tenere bassa la popolazione della cocciniglia tartaruga di tenere bassa la popolazione in modo che non siano usciva Alpino quindi non porti a morte la pianta siamo onorati di ospitare questa appuntamento internazionale di questa sperimentazione che prende il via proprio dal dal parco monumentale della mostra d’oltremare Si conferma un luogo che accoglie tutti anche la sperimentazione e l’innovazione e adesso attenderemo i risultati di questi monitoraggi che seguiranno nei prossimi mesi del rilascio di questa nuova specie

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