Cuba, Let Cuba Breathe: “Tre navi con aiuti umanitari bloccate”
Vernetti: “Si sta chiudendo l’ultimo corridoio umanitario verso l’isola”
Mondo (Roma). Tre navi, tre porti e tre carichi di aiuti umanitari destinati a Cuba sono rimasti bloccati nelle ultime settimane. A denunciarlo è la campagna Let Cuba Breathe, secondo cui il mancato arrivo di latte in polvere per neonati, ventilatori polmonari, letti ospedalieri, medicinali e milioni di dispositivi sanitari rappresenta “l’ennesima manifestazione dell’asfissia imposta dalle sanzioni secondarie statunitensi”, che scoraggiano compagnie di navigazione, assicuratori e operatori finanziari dal commerciare con l’isola.
Una delle navi, spiegano i promotori della campagna, è rimasta in rada davanti al porto di Mariel dal 13 luglio con un carico raccolto in Europa da Let Cuba Breathe. La compagnia di navigazione ha successivamente deciso di dirottare il carico verso il porto messicano di Veracruz per il timore di possibili ritorsioni legate all’attracco a Cuba. Al momento non vi è alcuna garanzia che gli aiuti possano raggiungere l’isola, mentre alla campagna sono stati richiesti costi aggiuntivi per la deviazione della rotta e le operazioni straordinarie. Un secondo container, inoltre, non sarebbe mai stato ritirato, con il porto cubano di fatto inutilizzabile per le operazioni di importazione.
“Non stiamo parlando di un embargo commerciale in astratto, ma di beni essenziali per la sopravvivenza della popolazione: latte per neonati, letti ospedalieri e apparecchiature mediche raccolti da cittadini europei che restano fermi in mare perché nessun vettore osa più attraccare a Cuba”, ha dichiarato Giorgia Vernetti, portavoce della campagna. “La comunità internazionale non può continuare a restare spettatrice: serve una presa di posizione chiara, perché si sta chiudendo l’ultimo canale umanitario ancora esistente”.
Secondo Let Cuba Breathe, con l’entrata in vigore dal 12 agosto delle nuove misure statunitensi che interesseranno il principale terminal portuale cubano, il rischio è un ulteriore irrigidimento delle condizioni di accesso all’isola e la sostanziale chiusura dell’ultimo corridoio logistico disponibile per gli aiuti umanitari. (Redazione alanews)
Trascrizione generata automaticamente
il 13 luglio la nave galani di CTM è arrivata davanti al porto di Mariel a Cuba la nave contiene un carico di donazioni raccolte in Europa da noi di Lecco Gabry tra cui latte in polvere per neonati ventilatori polmonari e letti per ospedali quella nave al porto non ha mai attaccato l’operatore del terminal di Mariel è stato messo sotto sanzioni Dalle misure del blocco statunitense e la minaccia ha fatto sì che CTM decidesse unilateralmente di dirottare la merce verso il Messico senza una soluzione per far arrivare il materiale umanitario destinazione questo non è un caso isolato abbiamo prove che altre medicine e altre donazioni sono femmina altiporti latino americani Ma la questione è sempre la stessa le sanzioni degli Stati Uniti fanno sì che commerciale con Cuba sia diventato così pericoloso che le compagnie navali le banche e le assicurazioni si ritirano da sole non serve rendere illegale importare le medicine Ma basta spaventare chi le consegna e chi le trasporta è un blocco Navale di anche se nessun decreto e lo chiama così e a pagarne il prezzo più alto sono i malati i bambini e le famiglie che aspettano quel carico

