David Donatello, De Angelis: “Famiglia maestranze sta morendo”
L’attrice: “Situazione che mi fa attorcigliare lo stomaco”
Spettacolo (Roma). “Sono triste, sono anche arrabbiata. Da un lato sono felice di essere qui, ma dall’altro ho il cuore pesante: la mia famiglia sta morendo ed e’ in sofferenza”. Cosi’ l’attrice Matilda De Angelis, sul red carpet dei David di Donatello, ha dato voce alla protesta dei lavoratori del cinema che manifestano all’esterno degli studi di Cinecitta’. Candidata per la sua interpretazione nel film ‘Fuori’, l’attrice ha sottolineato il ruolo sociale di chi sta davanti alla macchina da presa: “Noi attori arriviamo alla fine di un processo che inizia molto tempo prima di noi, ma abbiamo i riflettori puntati contro. E’ fondamentale ricordare chi non e’ qui dentro stasera: le maestranze, i lavoratori e le lavoratrici che sono in grande sofferenza. E’ una situazione che mi fa attorcigliare lo stomaco, ma e’ un’ansia positiva perche’ sono le persone con cui lavoro per mesi”. De Angelis ha poi parlato con trasporto del suo personaggio in ‘Fuori’: “E’ stato uno dei ruoli piu’ belli della mia vita, non me lo dimentichero’ mai. Di lei amo tutto: e’ indomita, coraggiosa, fragile, spudorata e riottosa”. Infine, un passaggio sulla serie Lidia Poet: “Mi dispiace che sia finita, su quel set ho incontrato persone importantissime per me; e’ stata una palestra che mi ha fatto fare molti muscoli”. (Marco Vesperini/alanews)
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mi ha messo mi ha messo a contatto con delle grandi delle grandi in fragilità che ho e che avevo gli ho dovuto superare goliarda Sapienza dice dentro e come fuori è vero quello che abbiamo dentro succede anche fuori e quindi poi è tutto piano piano mi sentivo trasformata mi sentivo stavo diventando sempre più forte sempre più robusta Quindi è un film che mi sa che che sono triste che sono anche arrabbiata Sono sono contenta di essere qui e so che non qualche modo Noi abbiamo un riflettore puntato contro e che quindi è importante è fondamentale ricordare le persone che invece non sono qua dentro in questo momento che sono le maestranze che sono i lavoratori e le lavoratrici del cinema italiano che sono sono veramente in grande sofferenza in questo momento l’ho detto varie volte ma lo ripeterò noi arriviamo Purtroppo alla fine di un processo che inizia molto molto tempo prima di noi se no se ci pensate arriviamo alla fine quando un film ormai Cioè si sta facendo e quindi poi è anche c’è questa ambivalenza no invece poi dell’avere sempre questi lettori puntati addosso e di dovere in un qualche modo essere Però quelli che poi portano i messaggi di cose che poi da qualche parte non abbiamo fatto noi e quindi questa roba a me mi mette mi ami Factor cigliare lo stomaco mi mette mi mette l’ansia però è un’ansia positiva perché ci tengo perché è importante perché sono la mia famiglia perché sono persone con le quali io lavoro per mesi e mesi e in questo momento la mia famiglia sta morendo ed è in sofferenza quindi è ovvio che da un lato sono felice di essere qua perché non potrei non essere felice di essere qua dall’altra Eh ok

