David Donatello, Martone: “Chi protesta ha diritto di farlo. Giuli? Ok parole, vediamo gli scritti”

David Donatello, Martone: “Chi protesta ha diritto di farlo. Giuli? Ok parole, vediamo gli scritti”

Procacci: “Atteggiamento del governo punitivo e ostile. Alle giuste parole speriamo seguano fatti”

Spettacolo (Roma). “Penso che domani ci sarà chi protesterà fuori e chi lo fa ha tutto il potere e il diritto di farlo: ci sono tutte le ottime ragioni per protestare, gli argomenti sono sul tappeto e li conosciamo tutti, non c’è niente da nascondere”. Così il regista Mario Martone, candidato ai David di Donatello 2026 per il film “Fuori”, ha commentato a margine della cerimonia al Quirinale le tensioni che attraversano il mondo del cinema. Martone, con una metafora scolastica, ha analizzato il momento di confronto con le istituzioni e le parole del Ministro della Cultura Alessandro Giuli durante la cerimonia al Quirinale: “È bene che ci si confronti e si senta che le cose si muovono. Come a scuola, ci sono gli orali e gli scritti: dopo le parole di oggi, ora vediamo i fatti, vediamo gli scritti”. Flavio Insinna, uno dei due presentatori, ha commentato le parole del capo dello Stato: “Il Presidente Mattarella è stato chiaro: il cinema è un settore in difficoltà dove però, senza bandiere e senza ideologie, se ci si mette con buona volontà dalle diverse parti, si può fare molto. È una categoria variegata con tante esigenze. Parlo da addetto ai lavori perché qualche film l’ho fatto e so di cosa parlo: questa è anche un’industria, non è solo cultura, e ci sono tantissime famiglie che ci lavorano. È un settore che va stra-protetto”. Commentando poi le voci di possibili boicottaggi, il conduttore ha spiegato: “Siamo in un Paese libero, ma io sono sempre per venire nei posti e testimoniare in maniera civile. Domani vediamo”, ha concluso. “È veramente una grande emozione sia stare al cospetto del Presidente che di tutti questi grandi del cinema”, ha spiegato Bianca Balti, presentatrice del premio. Mentre per il produttore Domenico Procacci: “Boicottaggio? C’è rabbia e malcontento. C’è stato un atteggiamento ostile, conflittuale, quasi punitivo da parte di questo governo. Io vengo additato come uno di parte ma quanti film politici ho fatto? 3 su 100? Penso che questa cosa debba cambiare per il bene di tutti e soprattutto di chi ha meno lavoro e perché il settore sta vivendo un momento estremamente complicato. Le parole sono quelle giuste, ora aspettiamo che seguano i fatti”. (Marco Vesperini/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

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