Don Mazzi, aperta la camera ardente. “La sua eredità continuerà”
Tante persone alla Comunità Exodus per l’ultimo saluto al Don che ha dedicato la vita al recupero dei tossicodipendenti
Cronaca (Milano). Ha aperto alle 17 la camera ardente di Don Antonio Mazzi che si è spento ieri all’età di 96 anni. La Fondazione Exodus al Parco Lambro a cui ha dedicato gran parte della sua vita nelle attività di recupero di tossicodipendenti ha ospitato oggi le molte persone che sono venute a dare il proprio ultimo saluto. Commosso il ricordo di quelli che gli sono stati al fianco fino all’ultimo, come Luigi Maccaro, responsabile della Comunità Exodus: “Ci sono comunità, centri d’aggregazione, cooperative sociali e tantissimi educatori che sul suo esempio e sulla strada che lui ha aperto continuano ad occuparsi di ragazzi, adolescenti e non più di tossicodipendenti”. Anche la storica collaboratrice Cristina Mazza ha ricordato Don Mazzi: “La sua eredità continuerà. Viene a mancare un pezzo importante della nostra storia, ma lui ha sempre detto che quando non ci sarebbe stato più sarebbe stato meglio perché sarebbe stato sempre in ciascuno di voi”. Tra i ricordi della sua vita tante le fotografie che Don Mazzi ha raccolto con i personaggi che ha incontrato nella sua vita. “Il dopo Don Mazzi è una scommessa, abbiamo avuto la fortuna di avere un grande accompagnatore che negli ultimi anni ha accompagnato tutto il nostro gruppo”, ha ricordato Franco Taverna, Vicepresidente Fondazione Exodus. Presente anche il Comune di Milano nella figura dell’Assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile Marco Granelli che ha così ricordato Don Mazzi: “Per tutte noi istituzioni è un momento triste di perdita di un uomo che ha fatto tantissime cose, che ha cambiato e cha ha avuto un’energia enorme”. (Roberto Smaldore/alanews)
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