“Dovevano restare a casa”: le assurde accuse alle vittime del massacro del Circeo

Il 30 giugno 1976 inizia il processo per il massacro del Circeo. Con un coraggio inaudito, Donatella Colasanti testimonia in aula e torna sul luogo delle torture, affrontando una difesa spietata che cerca in ogni modo di colpevolizzare lei e Rosaria per le violenze subite. In un’epoca in cui lo stupro era considerato dal Codice un reato contro la “moralità pubblica” e non contro la persona, le frasi choc degli avvocati difensori innescano una forte mobilitazione femminista. E Donatella si trasforma in un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

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