“È L’ATTENTATO DEFINITIVO AL GIORNALISMO INVESTIGATIVO!” ▷ CASO ASSANGE: CABRAS SFRENATO ALLA CAMERA

La #Camera ha bocciato la mozione che impegnava il #Governo italiano a concedere lo status di rifugiato politico a Julian #Assange, il fondatore di #Wikileaks di cui gli Stati Uniti chiedono l’estradizione al Regno Unito, dove è in carcere dal 2019. L’istanza presentata dai deputati de "L’Alternativa C’è" è stata motivata dall’Onorevole #PinoCabras in sede di dichiarazioni di voto.

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

Sulla vicenda di #JulianAssange, troppe cose arrivano in ritardo e arriva anche questo parere negativo del Governo. Molte cose, però, nel frattempo, sono state già dette e ridette, ma evidentemente non abbastanza e per questo le ripetiamo. Un grande giornalista investigativo, con solide radici culturali e familiari nell’ebraismo argentino, Horacio Verbitsky, afferma che il “giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda”. Ecco perché la prigionia e la libertà di Julian Assange costituiscono una questione cruciale del moderno Occidente. Considerate questo intervento e questa mozione come atti d’amore per gli aspetti positivi dell’Occidente, un luogo, il nostro, dove, a parole, tutti dicono che c’è #democrazia, quando emerge qualcosa che qualcuno non vuole che si sappia. Lo si diceva già 2.000 anni fa: oportet ut scandala eveniant, ossia è necessario che gli scandali avvengano anche quando i grandi apparati di pubbliche relazioni preferiscono troncare e sopire, sopire e troncare.

Lo abbiamo già detto nella discussione generale su questa mozione: l’uomo, che oggi langue da troppo tempo in una prigione britannica, ha contribuito ad aumentare la consapevolezza di larghi strati della pubblica opinione mondiale rispetto a Governi, uomini di potere, grandi #lobby, reti di relazioni ed eventi ben oltre le narrazioni ufficiali. La sua #WikiLeaks ha consentito alla democrazia contemporanea di superare e mostrare i limiti del giornalismo tradizionale. Lasciare che Assange sia soggetto alle sue dure condizioni carcerarie è l’attentato definitivo, oltre che alla sua persona, al giornalismo investigativo. Avere, invece, un’informazione coraggiosa aiuta i Parlamenti a correggere i comportamenti opachi di vari Governi. Parliamo di un dissidente che ha segnato a livello planetario un’epoca nuova nella tensione fra il controllo democratico delle decisioni dei poteri di Governo e la ragion di #Stato. La storia coraggiosissima di Julian Assange esige che sia riconosciuto il valore e il rango politico del suo attivismo, da sempre minacciato con ogni mezzo, che sia salvaguardata la sua incolumità e che non ci siano forzature politiche nelle procedure a cui sarà sottoposto.

Certo che è stato scomodo. Senza di lui avremmo saputo molto meno, troppo di meno su grandi vicende che segnano i passaggi cruciali degli ultimi 20 anni: Guantanamo, le notizie segrete sulle guerre e le torture dall’ #Afghanistan e dall’Iraq, i documenti dell’agenzia Stratfor sulla sorveglianza totale, le rivelazioni sui negoziati dei grandi accordi commerciali che diminuivano il peso delle democrazie a favore delle #multinazionali, le magagne di tante fortissime corporation dominanti, l’uso dello spionaggio globale per assoggettare le cancellerie europee, lo strapotere del #BigTech nel determinare la morte della privacy per miliardi di individui. In oltre 15 anni WikiLeaks ha diffuso più di 10 milioni di documenti classificati. Possiamo dire che le rivelazioni veicolate da Assange hanno cambiato il modo di vedere il #potere.

È normale – lo diciamo – che Governi e potenti abbiano qualcosa da nascondere, ma il compito dell’informazione – ineludibile – è quello di andare a scoprire i loro nascondigli e di rivelarli al pubblico, ai popoli. Qualcuno ha definito tutto questo come populismo e irresponsabilità. Evidentemente, la fabbrica degli stereotipi non chiude mai. Noi, invece, definiamo questo come democrazia, trasparenza e responsabilità. Le rivelazioni di WikiLeaks e di Assange sull’Afghanistan di 10 anni fa sarebbero state un’ottima base per evitare il disastro che oggi contempliamo nel 2021. Il potere che voleva evitare Assange non sa evitare i talebani.

La mozione ricorda lo stato attuale delle condizioni di Assange. È una persecuzione contro la persona, è una ritorsione contro il progetto WikiLeaks, ma rappresenta anche un brutto precedente per chiunque voglia la verità ovunque nel mondo. La sua detenzione, i cui presupposti erano già stati respinti nel 2015 dal gruppo di lavoro dell’ONU sulla detenzione arbitraria e rivelatasi anche avvenire in condizioni gravosamente severe, nonché l’eventualità di estradizione e persecuzione a vita negli #StatiUniti sono uno scandalo denunciato dalle organizzazioni per i diritti umani. Nel novembre 2019 il relatore #ONU sulla tortura ha dichiarato che Assange avrebbe dovuto essere rilasciato e la sua estradizione negata".