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L’Istituto Nazionale di Statistica francese ha tagliato drasticamente le stime di crescita del PIL per il 2026 per la Francia, riducendole allo 0,4%, cioè la Francia è ferma. Questo rallentamento spinge la Francia a un ritmo che sfiora la recessione tecnica, posizionandola come fanalino di coda tra le grandi economie dell’eurozona. E io credo che sia semplicemente giusto, perché a distanza di 30 anni e più, anzi quasi 40, da quando vennero decisi gli accordi tra Kohl e Mitterrand per costruire questo tipo di Unione Europea, fondamentalmente ai danni del terzo concorrente che era l’Italia, adesso il boomerang sta tornando nelle mani di chi lo ha lanciato.
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