ELEZIONI, IL MEA CULPA DI VARVARA ▷ “NON CI SIAMO UNITI PERCHÉ ANCHE IN NOI PREVALE L’EGO-MOSTRO”

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Anche #RaffaeleVarvara, Presidente dell’Associazione ‘Di Sana e Robusta Costituzione’, si aggiunge al coro di chi è critico nei confronti della nuova modalità di #raccoltafirme in vista delle elezioni di settembre: “Ci stanno mettendo i bastoni tra le ruote”. Anche lui, però, riconosce le difficoltà della situazione, che ormai si pone come una corsa sfrenata contro il tempo.

Passa in rassegna, anzitutto, le maggiori criticità, a suo dire, del #GovernoDraghi. “Non accettavo l’#obbligovaccinale, che praticamente mi ha impedito di svolgere il mio lavoro: io volevo fare l’infermiere nella mia vita, invece purtroppo è arrivata questa tegola. Quasi lo ringrazio però perché mi ha fatto scoprire questo mio nuovo ‘talento’ come attivista. In ogni caso, non c’è niente da festeggiare perché questo contropiede ci mette davanti a una lotta contro il tempo per la raccolta firme”.

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In teoria, Fratelli d’Italia è stato l’unico partito d’opposizione all’esecutivo guidato dall’ex numero uno della #Bancacentraleeuropea. ‘In teoria’, perché secondo Varvara è del tutto sbagliato parlare di ‘opposizione’ in senso stretto: “#fratelliditalia non è stato un vero partito d’opposizione, noi nelle piazze la chiamavamo ‘#oppofinzione’, un’opposizione cioè superficiale, cosmetica, quasi un teatro, qualcuno in fondo doveva pur recitare quella parte. Vanno tutti nel calderone del partito unico neo-liberale, sono visioni del mondo ormai degradate, linguaggi totalmente anacronistici, quasi necrotici”.

Di fronte a una situazione che non appare delle più rosee e una #campagnaelettorale che già inizia a manifestare rigurgiti di vecchie glorie della politica e mele marce di varia entità e forma, cosa aspettarsi? “Serve un linguaggio rinnovatore della politica, di tutti i campi della cultura e quasi della nostra interiorità perché purtroppo se non siamo riusciti a unirci è perché prevale questo ‘ego-mostro’ tra i rappresentanti del dissenso e questa è la vittoria del potere dentro ognuno di noi, anche coloro che contestano il neo-liberismo. Dobbiamo essere coscienti di questa contaminazione, siamo tutti competitor l’uno dell’altro”.