Emergency, Dario Fabbri: “C’è una visione troppo occidentale sui diritti umani”
Dario Fabbri, analista geopolitco e direttore della rivista Domino, spiega come i Paesi occidentali sui diritti abbiano una visione unilaterale
Cronaca (Reggio Emilia). La sesta edizione del Festival di EMERGENCY si terrà a Reggio Emilia dal 4 al 6 settembre 2026, dedicata al tema del coraggio e della pace, in linea con la campagna R1PUD1A dell’associazione volta a sostenere l’articolo 11 della Costituzione italiana. Il primo panel è con Dario Fabbri, che ha aperto la manifestazione con una riflessione sul mondo attuale, segnato da guerre e crisi, che sembra sprofondato nel caos. Tuttavia Fabbri fa notare che per comprendere il presente è necessario capire se questa situazione sia una reale disintegrazione del sistema globale o, piuttosto, una sua profonda ridefinizione e trasformazione, distinguendo così la percezione soggettiva dalla realtà dei fatti.
Secondo il direttore di Domino infatti, le potenze occidentali hanno una visione troppo egoriferita sui diritti umani e sui valori, che spesso abbiamo erroneamente esportato “con la spada”. Fabbri infatti ricorda che i Paesi che sono stati vittime del colonialismo hanno ancora delle ferite fresche e che non si tratta affatto di un passato remoto. (Francesco Castagna/alanews)
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Faby lei Il tonno ha fatto uscire è un suo numero che chiama le storie degli altri e parla.di come le potenze di scrivono insomma le verità No è che condividiamo Ti volevo chiedere sui diritti umani c’è stata una diciamo revisione da parte delle potenze mondiali visione sui diritti umani e c’è una fascia della popolazione questo pianeta probabilmente quella maggioritaria E considera i noi i diritti umani una questione quasi esclusivamente occidentale Anzi peggio uccidentali sta che abbiamo voluto esportare molti dei nostri supposti valori con la spada che sono ci ha fatto un’ottima pubblicità che vuol dire che tuttavia sovente anche possiamo avere ragione come in merito di alcuni diritti una fetta dell’umanità non soltanto i governi che più o meno la rappresentano non ne vogliono sapere semplicemente perché arrivano da noi Quindi la revisione nell’interpretazione sono ostilità collegata visto che parliamo di storia al nostro passato coloniale non soltanto che noi sottovalutiamo sono immaginiamo che si sa qualcosa del ultra passato che invece rimane molto viva in popolazioni che l’hanno subito
