Ex-Ilva, Sperti (Uilm): “Serve cordata a maggioranza pubblica”

Ex-Ilva, Sperti (Uilm): “Serve cordata a maggioranza pubblica”

Il segretario: “Soluzione non sarà un privato”

Cronaca (Roma). “Noi vogliamo che lavoratori e cittadini dei territori, partendo dai figli di Taranto, che è la città più divisa, non debbano senz’altro più rischiare di ammalarsi per colpa dell’industria, ci mancherebbe. Ma al contempo vorremmo che non dovessero essere costretti più ad emigrare per trovare un lavoro che non sia precario, sfruttato o sottopagato. Soprattutto perché Taranto ha un esercito di ex lavoratori in cassa integrazione e licenziati, per chi la cassa integrazione ce l’ha, perché quelli degli appalti sono i reali invisibili di questa storia. Quindi noi vogliamo, a valle della sentenza del Tribunale di Milano, trovare tutte quelle garanzie occupazionali, salariali, un piano sociale di risarcimento, partendo dall’esposizione all’amianto e anche dal riconoscere la fatica dell’industria come lavoro usurante”. Lo ha dichiarato Davide Sperti, segretario generale Ulm, prima dell’incontro sull’ex Ilva in programma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Riteniamo – ha proseguito – che, a tutela dell’interesse di tutti, è necessario che si assumano le responsabilità di avere una cordata a maggioranza pubblica. Non perché crediamo in una gestione sovietica degli impianti, ma solo perché, allo stato dell’arte e soprattutto dopo la sentenza, solo l’indirizzo pubblico può garantire l’interesse ambientale, produttivo e occupazionale. Non sarà mai un privato. Un privato in questa condizione, viene per prendere i soldi pubblici e per licenziare magari le persone”. “Io credo che la sentenza – ha aggiunto Sperti nelle conclusioni – non sia assolutamente una ghigliottina, credo che la sentenza debba far capire a tutti che è il tempo di assumersi le responsabilità e non fare più campagna elettorale sulla pelle della gente. Dopo 14 anni credo che sia arrivato il momento di trovare delle soluzioni e mettere in sicurezza i lavoratori. Questa è la nostra priorità”. (Marco Vesperini/alanews)

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Sì noi vogliamo che i lavoratori e cittadini dei territori partendo dai figli di Taranto della città più divisa non devono senz’altro più rischiare di ammalarsi per colpa delle Industrie ci mancherebbe ma al contempo vorrei che non dovessero essere costretti più a emigrare per trovare un lavoro che non sia precario sfruttato sottopagato soprattutto perché Taranto è un esercito di ex lavoratori cassintegrati e licenzia perché la cassa integrazione ce l’ha perché quelle degli appalti suoneria gli invisibili di questa storia qui noi vogliamo avvale della sentenza del tribunale di Milano trovare tutte quelle garanzie occupazionali e salariali un piano sociale di risarcimento per Tecno dell’espressione amianto e anche da riconoscere la fatica dell’Industria come lavoro usurante l’interesse di tutti è necessario che si assumono le responsabilità di avere una cordata a maggioranza pubblica non perché crediamo in una gestione Sovietica degli impianti ci mancherebbe ma solo perché allo stato dell’arte Soprattutto dopo la sentenza solo l’indirizzo pubblico può garantire una l’interesse ambientale produttive occupazionale non sarà mai un privato un privato qualsivoglia privato in questa condizione viene per prendere i soldi pubblici per licenziare magari le persone come una ghigliottina sul collo dei Lavoratori oppure è un monito per cercare di fare bene fare in fretta Io credo che la sentenza non sia assolutamente una ghigliottina credo che la sentenza debba far capire a tutti che il tempo di assumersi le responsabilità non fare più campagna elettorale sulla pelle della gente dopo 14 anni credo che sia arrivato il momento di trovare delle soluzioni e mettere in sicurezza i lavoratori Questa è la nostra priorità

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