Fabio Giomi, licenziato dalla Pam (a 62 anni) dopo aver fallito il «test del carrello»

Il mondo gli è crollato senza che lui avesse il tempo di accorgersene. Licenziato in tronco da Pam per aver fallito il “test del carrello” nel punto vendita di Porta Siena. Con l’azienda che per altro non intende tornare indietro sul suo allontanamento, così come su quelli degli altri lavoratori coinvolti nella stessa pratica tra Livorno e Roma. Beffa nella beffa per Fabio Giomi, 62enne di Poggibonsi, costretto a convivere con le paure del momento e con un clamore mediatico inaspettato.

Fabio come si sente dopo la mancata retromarcia da parte di Pam?
«Fino all’ultimo ho sperato che potessero cambiare idea e che si potesse aprire uno spazio di riconciliazione. Quindi la delusione è grande ma in un certo senso c’era da aspettarselo».

Da quando tempo lavorava in azienda?
«Dal 2012. Prima era interinale come addetto agli scaffali. Poi poco dopo sono stato assunto e spostato alle casse».

I sindacati raccontano di un ambiente di lavoro difficile, con frequenti richiami e sanzioni. È sempre stato così?
«Le cose sono peggiorate da circa un anno. Specialmente nei confronti dei cassieri. I controlli si sono inaspriti e le contestazioni erano all’ordine del giorno».

C’è un motivo scatenante dietro a tutto ciò?
«Direi di no. È stato un modus operandi progressivo, sfociato in ciò che è accaduto pochi giorni fa». L’intervista continua su corrierefiorentino.it

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