Federazione Carta e Grafica, nel 2025 26,3 miliardi di fatturato, 63% export in Ue

Federazione Carta e Grafica, nel 2025 26,3 miliardi di fatturato, 63% export in Ue

D’Amato, “non può esserci sostenibilità senza industria forte e competitiva”

Economia (Roma). Nel 2025 la filiera carta e grafica ha registrato un fatturato complessivo di 26,3 miliardi di euro, mantenendo tuttavia un saldo commerciale positivo di 2,7 miliardi di euro. Il presidente della federazione Andrea D’amato – una delle più importanti espressioni della manifattura del Made in Italy. Il nostro settore – ha aggiunto D’Amato – dimostra concretamente che sostenibilità e sviluppo industriale possono procedere Noi dobbiamo difendere i nostri settori che creano valore nel territorio del nostro Paese. È ovvio che in questo momento abbiamo un problema del fatto che l’Europa deve fare l’Europa, che è quello che stiamo dicendo tutti i giorni e il fatto che comunque la competitività deve essere al centro”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini “. La carta fa parte della nostra cultura, ne promuoviamo l’utilizzo, non possiamo ignorare una parte fondamentale della filiera” ha spiegato l’on. Federico Mollicone, presidente commissione cultura alla Camera. (Pasquale Luigi Pellicone/alanews)

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un fatturato complessivo di oltre 26 miliardi di euro in flessione del 2,3 % rispetto al 2024 nel corso dell’assemblea della federazione carta e grafica emerso come la filiera abbia mantenuto Nel 2020 un saldo commerciale positivo di 2,7 miliardi di euro a pesare e soprattutto la debolezza delle vendite interne della produzione nazionale e la crescita delle importazioni il focus resta sulla competitività senza competitività non ci può essere transizione ecologica e non può esserci transizione ecologica senza transizione tecnologica ma le aziende per poter investire hanno bisogno non solo di avere una visibilità diciamo certa O comunque meno fuscata rispetto a quella di oggi ma anche e soprattutto di poter essere nelle condizioni per poter reinvestire ovvero poter difendere il proprio business sul mercato delle marce il proprio valore per poter pensare come investire noi sappiamo come farlo abbiamo bisogno semplicemente degli elementi della visibilità per poter giustificare investimenti o onerosi importanti non necessariamente avere 10-15 anni divisibilità per poter essere effettuate intanto essere qua oggi per me è un piacere non loro il fatto che comunque un settore che fattura oltre 26 miliardi oltre 15 aziende oltre 160mila di di un settore che ha ho anche un saldo positivo di 2 miliardi 6 e quindi noi dobbiamo difendere come lei stava dicendo Giustamente i nostri settori È ovvio che in questo momento abbiamo un problema del fatto che l’Europa deve fare l’Europa che quello che stiamo dicendo un po’ tutti i giorni il fatto che comunque la competitività deve essere al centro il fatto che comunque oggi la nostra massima attenzione Uno è il tema dell’energia e sui temi invece della competitività sui temi cinesi la politica cinese facile un 15% dal 10 al 15% di aiuti fiscali alle loro imprese per quello non usare gli altri territori Le altre le altre Industrie degli altri continenti Noi quando abbiamo chiesto il debito pubblico comune lo stiamo chiedendo non per fare le ciclabile ma stiamo chiedendo per difendere industria Europea se non capiamo che comunque questa via deve essere comunque difesa è vero problema diventa un lestamente che settori come questi rischiano che non sono mai stato per il braccio solo parlare Quindi io credo che su questo non dobbiamo fare un ragionamento serio perché non possiamo pensare di imporre agli altri le nostre scelte ma noi nelle nostre scelte dobbiamo evitare di non essere competitivi come presente la commissione cultura e istruzione senza ricerca Quindi tutti i settori che sono vedono nella carta è un elemento centrale è un elemento centrale anche della nostra civiltà riteniamo che la sostenuta difesa tutti i livelli a livelli anche europei non solo sulla produzione sugli imballaggi ma sulla sull’uso e soprattutto stiamo facendo la battaglia anche l’Europa per gli ETS per perché pensiamo che appunto ci deve essere un mix di rinnovabili Ma non si può pensare alla decarbonizzazione che ti distrugga un’intera fili

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