Figc, Buonfiglio: “Essere amici non essere complici, seguiremo regole”

Figc, Buonfiglio: “Essere amici non essere complici, seguiremo regole”

Il presidente del Coni: “Ci sarà una decisione in giunta con autorevoli giuristi, quando lo dico io”

Calcio (Roma). “Chi è che non lo sostiene? Però il problema è un altro, che viviamo in un mondo sportivo, che è basato sulle regole e come ho detto più di una volta, non me le invento io, anzi mi faccio aiutare da chi ne capisce più di me, autorevoli giuristi, e quando sarà il momento provvederemo a decidere.
Noi ci guardiamo una bella partita, deve vincere l’Italia a tutti i costi, canterò l’inno e me la godo al massimo e volutamente ho detto che l’educazione non vuol dire avere timore e volutamente ho detto essere amici non consente di essere complici, l’ho detto e lo ripeto. Quando sarà la giunta? Avete un’idea di quando sarà la giunta? Quando lo deciderò io. Io leggo tutti i giornali, oggi ne ho letto uno e altri giorni ne ho letti altri, perché la comunicazione ha un dovere, quello di raccontare i fatti, cronologicamente e nel merito, e questa è democrazia”. Lo ha dichiarato il presidente del CONI Luciano Buonfiglio prima di entrare allo stadio Olimpico in occasione della sfida di Nations League Italia – Belgio
(Pasquale Luigi Pellicone/alanews)

Trascrizione generata automaticamente

Chi è che non lo sostiene Però il problema è un altro che viviamo in un mondo sportivo che è basato sulle regole e come ho detto più di una volta non me le invento io anzi mi faccio aiutare da chi ne capisce più di me autorevoli Giuristi e quando sarà il momento provvederemo a decidere ci vediamo una bella partita deve vincere l’Italia a tutti i costi canterò l’inno e me la godo al massimo e volutamente Ho detto che l’educazione non vuol dire avere timore e volutamente Ho detto essere amici non consente di essere complici l’ho detto e lo ripeto quando sarà raggiunta vedo Sara raggiunta quando quando lo deciderò io Io leggo tutti i giornali Oggi ne ho letto uno e altri giorni ne ho letti alti perché la comunicazione ha un dovere quello di raccontare i fatti cronologicamente e nel merito e questo e democrazia

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