Fisco, Landini: “Non siamo disponibili a fare da spettatori”

Fisco, Landini: "Non siamo disponibili a fare da spettatori"

Segretario Nazionale Cgil: "Per fare riforma servono più di 8 miliardi"

(roma). "La trattativa sul fisco se c’è non può essere che ci convocano per dirci cosa ha deciso la maggioranza e per informarci. Il governo e i partiti devono sapere che se pensano che questo è il rapporto con i lavoratori non si va da nessuna parte. Non siamo disponibili a fare da spettatori". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. "Per fare una vera riforma fiscale servono più di 8 miliardi, questi primi 8 devono cominciare ad aumentare i redditi da lavoro e da pensione a partire da quelli più bassi, non ci può essere un’operazione che tutela i redditi medio alti" (Teresa Ciliberto/alanews)

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la trattativa Se c’è non è che può essere che ti convocano per dirti cosa ha deciso la maggioranza e per informarti il governo e i partiti debbono sapere che se pensano che il rapporto con i lavoratori sindacato e questo non si va da nessuna parte noi non siamo disponibili a fare da spettatori Anche perché i lavoratori sono quelli che han tenuto in piedi questo paese dentro la pandemia quindi non si può considerare gli eroi quelli che si sono fatti il mazzo in questo anno e mezzo assumendosi le responsabilità di lavorare sempre e poi adesso che c’è la possibilità di cominciare redistribuire i partiti decidono cosa fare come fare a fini elettorali non funziona così e quindi questo deve essere molto chiaro noi non siamo disponibili a fare da spettatori e se ti convocano questi tavoli per quello che ti riguarda c’è discussione da fare lo dico prima non pensino di venire a informarti di quello che ha già deciso sei così Meglio che non ti pongo che non è altro che deve essere chiaro che il confronto con il mondo del lavoro con le deve servire a far davvero le riforme di questo paese di cui siamo in ritardo e di cui c’è bisogno e lo dico anche per una serie di questioni di politica industriale Noi stiamo mangiando di metti non sfruttare la potenzialità degli investimenti che abbiamo da fare e questo vuol dire costruire quelle filiere produttive e recuperare con i ritardi che abbiamo quindi penso dalla vicenda TIM alla vicenda Ilva tutto il settore della mobilità al settore delle energie rinnovabili Siamo di fronte ad una fase in cui c’è bisogno di fare quella politica industriale che da vent’anni nostro paese non fa per noi non continueremo a lungo a essere il secondo paese manifatturiero in Europa se non facciamo oggi quelle scelte di politica industriale di cui abbiamo bisogno e non possiamo pensare di essere quelli che gestiscono una transizione al ribasso sui diritti dei lavoratori