FRAJESE: “UNO STUDIO SUI VACCINI HA SCONVOLTO I SUOI AUTORI” ▷ FONTE: JOURNAL OF INFECTIOUS DISEASES

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"Se c’è amore per l’uomo, ci sarà anche amore per la #scienza", diceva Ippocrate, il precursore della medicina che conosciamo tutt’oggi.
Una lezione importante da non dimenticare. Una di quelle frasi degli antichi sapienti che ci ricorda cosa conta realmente.
In questo caso si parla di scienza ed in particolare di medicina: c’è da riflettere sul ruolo e la funzione, soprattutto dopo quelle che sono le ultime scoperte. I documenti scovati e mostrati a Fuori dal Coro da Mario #Giordano, fanno nascere alcuni dubbi su ciò che è stato il ruolo del vaccino nel periodo #Covid. "Così si uccide questo #vaccino" – avrebbe scritto l’ormai ex direttore AIFA Magrini, che avrebbe quindi voluto nascondere gli #effettiavversi per salvaguardare la campagna di vaccinazione.
O ancora, "potrebbero esserci gli estremi per un segnale e quindi non mi sembra il caso".
"Tantissima gente non conosce la realtà" – commenta Fabio Duranti. "Da tutto questo se ne uscirà soltanto partendo dalla giusta informazione, dai media".

Nasce allora una riflessione su come in generale ci si approcci alla cura del proprio corpo: "Non è che tutti questi vaccini – chiede Duranti – o tutti questi integratori, o tutti questi antibiotici che ci autosomministriamo appena c’è una piccolissima cosa, creino un danno?"

Risponde Frajese

"Il problema è ampio" – spiega l’endocrinologo Giovanni Frajese.
"C’è una generale ipermedicazione. Quante mamme vedete che ogni giorno disinfettato qualsiasi cosa ai figli?
Quante ne vedete che ad ogni minimo contatto con la terra urlano ai figli di correre a lavarsi le mani?
Noi andavamo nel fango col rischio di qualunque cosa. Ma in realtà tutto questo serve al corpo per entrare in contatto con i batteri, con i #virus, perché il nostro sistema unitario è un esercito. L’esercito può essere allenato un po’ come si fa oggi, e può essere allenato a situazioni immaginarie, oppure può andare sul campo.

Se va sul campo e si allena, e diventa veramente diciamo un guerriero, a quel punto chiaramente il funzionamento è diverso.
C’è invece questa tendenza quasi a far pensare alla gente che il nostro sistema immunitario, di fatto, non funzioni. Che sia fallace.
C’è uno studio molto importante, quello del Journal of Infectious Diseases.

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Correla in maniera diretta l’assunzione dei comuni vaccini, qui non stiamo parlando di quelli a MRna, con mia sorpresa, e il rischio della demenza. #Studio particolarmente importante perché è stato fatto sulla popolazione inglese intera guardando dal 1988 al 2018: è uscito fuori che c’è una correlazione diretta tra il numero di inoculazioni che vengono fatte e lo sviluppo della demenza.
E’ talmente sorprendente il dato che gli stessi autori scrivono che lo studio è stato fatto perché i precedenti studi, fatti non molto bene, dicevano che c’era una protezione che il vaccino per esempio anti influenzale poteva dare contro l’alzheimer e la demenza. Quindi per chiarificare hanno fatto questo studio e sono rimasti essi stessi sorpresi dal fatto che non solo non c’è una diminuzione del rischio ma addirittura che è aumentato".

"Ippocrate voleva evitare questo"

Il professor Alessandro Meluzzi, psicoterapeuta, commenta così: "Il giuramento di Ippocrate, tra le altre cose, voleva evitare questo: che la medicina diventasse un fatto puramente mercantile. Ad un certo punto nella storia si è capito che non bastavano le merci.
Ne serviva un’altra: il corpo umano, la merce delle merci. Una sorta di nuova fisiocrazia diabolica con cui #BigPharma si è arricchita.
Il business farmacologico è quello più grande perché tutti vogliono vivere a lungo. E quindi i fatturati di Big Pharma sono diventati talmente alti, e con talmente tanta resa, da potersi comprare tutto: stati, politici, mezzi di informazione.

Quindi i controllati, o i presunti controllati, sono ormai radicalmente controllori non solo.
Hanno stabilito che adesso loro stessi produrranno la carne sintetica, loro stessi produrranno i grilli fritti, loro stessi produrranno le nuove farine: dentro questa concentrazione industriale finanziario politico mediatica, si trova il potere di domani".

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