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#GiorgioBianchi #Ucraina #Germania
Dopo un violentissimo attacco notturno di missili e droni russi su Kyiv — con almeno sette morti e decine di feriti — Stati Uniti e Ucraina sembrano vicini a un accordo di pace: Kiev avrebbe accettato un nuovo piano in 19 punti discusso a Ginevra.
La Russia — pur dichiarando qualche apertura — non ha ancora dato segnali di accettazione, e continua l’offensiva militare.
In pratica: attacchi e sofferenze continuano, mentre la diplomazia tenta di imboccare una via per la pace — ma con molti nodi ancora da sciogliere.
Dal 2022 la Germania — che per decenni aveva privilegiato politiche di contenimento militare — ha radicalmente cambiato registro: ha stanziato grandi fondi per la difesa, rilanciato la propria industria militare e si è dichiarata “pronta a fare di più”.
La locomotiva economica d’Europa però si porta appresso tutti gli altri vagoni: ecco perché dopo la guerra potrebbe essere l’inflazione energetica il primo scenario con cui fare i conti. Uno scenario frutto di ideologia e propaganda che Giorgio Bianchi, fotoreporter nel Donbass, ha visto da vicino.
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