GIULIACCI DISTRUGGE L’ALLARME SMOG ▷ “SEMPRE PEGGIO IN FUTURO? BUFALA! ORA È MEGLIO DEGLI ANNI ’70”

▷ AIUTA L’INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/

Nuovo allarme smog in Lombardia: nelle città scattano le misure restrittive di contenimento dell’inquinamento.
Per alcuni tra i principali quotidiani italiani, Milano è paragonabile a città che versano in condizioni allarmanti in quanto a smog come Delhi o Dacca nella classifica delle città più inquinate al mondo. Per il sito svizzero IQair, il capoluogo lombardo è nella top 15 delle città in cui si registra il livello più alto di inquinamento atmosferico. La notizia ha destato scalpore, stampa e istituzioni si sono fin da subito mobilitate per monitorare la situazione. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala però ha dichiarato: "Sono le solite indagini estemporanee gestite da un ente privato. Sono seccato di dover rispondere su questioni che non esistono. Informatevi meglio. Queste sono notizie da social, stiamo lavorando al meglio per migliorare la qualità dell’aria a Milano".

Tesi corretta secondo un esperto del settore come il colonnello Mario Giuliacci, il quale ha chiarito ai microfoni di Stefano Molinari come la situazione, definita allarmante dalla stampa, non sia molto diversa da quella di cinquant’anni fa: "Possiamo dire che c’è stato un evento di nebbie old style, come erano 50 anni fa, perché ormai l’anticiclone africano è diventato così possente che in inverno è molto più incidente di 50 anni fa. Cosa fanno gli anticiclone? Dentro gli anticiclone come quello africano ci sono lente correnti discendenti, per cui qualunque cosa esca dal suolo – il vapore o gli inquinanti prodotti dalle auto in città – resta in pratica compresso verso il basso, tutto nei primi 200-300 metri, per cui gli inquinanti di ieri si sommano a quelli di oggi e quelli di oggi si sommeranno a quelli di domani fino a raggiungere valori molto elevati.

▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7
▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

Condividi: