Un’ondata di sdegno ha travolto Guastalla (Reggio Emilia) dopo l’aggressione a una studentessa di 12 anni, picchiata per due pomeriggi da due coetanee che la accusavano di aver sparlato di loro.
La vittima, che ha respinto le accuse, è finita in ospedale con 15 giorni di prognosi per la frattura dello sterno, ecchimosi e un colpo di frusta.
I video del pestaggio, diventati virali, rivelano che le bulle avevano teso una trappola alla dodicenne nei pressi della basilica di Pieve di Guastalla per un finto chiarimento, intimandole poi di inginocchiarsi e chiedere scusa. Al suo rifiuto è scattata la violenza a suon di calci e pugni, tra le risate e l’incitamento del branco che filmava la scena anziché intervenire. Dalle indagini è emerso anche che a uno dei presenti è caduto un coltello dalla tasca, subito fatto sparire per non essere inquadrato. A fermare le aggressioni sono stati, nei due giorni, un sacerdote e un docente.
Il sindaco Paolo Dallasta ha definito l’accaduto e l’atteggiamento del gruppo un grave campanello d’allarme, mentre le forze politiche locali chiedono interventi più decisi contro il bullismo. Amaro il commento della madre della vittima, che ha denunciato l’indifferenza delle altre famiglie: solo una mamma l’ha contattata per scusarsi.
di Antonio Lecci
#ilrestodelcarlinovideo ##ilrestodelcarlinovideo shorts

