Ogni mattina la sua sveglia suona alle sei e trenta. Sofia ha 20 anni e frequenta il quarto alberghiero ad Assisi. Apre gli occhi, porge un bacio alla figlia di due anni, la veste, la fa mangiare e l’affida al papà che la porta al nido. Poi tocca a lei prepararsi. Posa libri e quaderni nello zaino, esce di casa, eccola sul pullman che collega Perugia-Assisi. Finita la scuola ritorna a Perugia. Il tempo vola. Salta su un treno e va a prendere la figlia: il nido è a una ventina di chilometri. Sofia corre. Corre. Ma il cammino di una studentessa-madre in Italia è pieno di trappole. Come ci racconta.
Lei è rimasta incinta a 17 anni.
«Frequentavo il terzo superiore. Con il pancione ho seguito la didattica a distanza. Poi mi è stato comunicato che il periodo consentito per le lezioni a distanza era finito. Ho lasciato la scuola. Era impossibile studiare».

