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Dalla strategia iraniana alla crisi del Mar Rosso, passando per il confronto tra propaganda e geopolitica. L’analisi di Melanie Francesca sul nuovo equilibrio mondiale. La vera arma strategica del Medio Oriente non sarebbe l’arma nucleare, bensì il controllo dei grandi passaggi marittimi. È questa la tesi al centro dell’intervento di Melanie Francesca.
Secondo Francesca, il punto cruciale non è soltanto la forza #militare, ma la capacità di influenzare il traffico commerciale globale. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali snodi energetici del pianeta, mentre Bab el-Mandeb costituisce il collegamento essenziale tra il Mar Rosso e l’Oceano Indiano. Anche senza una chiusura totale, è sufficiente che un gruppo armato riesca a rendere insicura la navigazione per provocare effetti economici enormi.
L’esempio citato è quello degli #Houthi nello #Yemen: pochi droni o missili, anche relativamente economici, possono aumentare il rischio per le petroliere, facendo crescere i costi assicurativi e inducendo molte compagnie a evitare quelle rotte.
“In questo modo non serve una superiorità navale assoluta per bloccare il commercio: basta creare un livello di rischio tale da scoraggiare il traffico marittimo.”
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