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Attraverso lo Stretto di Hormuz transitano circa 20 milioni di barili di greggio al giorno, pari a un quinto della produzione mondiale, oltre a una quota significativa del commercio globale di gas naturale liquefatto. La sua chiusura ha provocato uno shock immediato sui mercati. Con l’annuncio, poi, della tregua tra Iran e Stati Uniti, il prezzo del Brent è sceso attestandosi intorno ai 95 dollari al barile. A rendere lo stretto geograficamente inattaccabile è la sua conformazione: un passaggio a ferro di cavallo, abbastanza stretto da obbligare ogni imbarcazione a rallentare, costeggiando per chilometri il territorio iraniano. Secondo lo scrittore, nato in Transnistria e di origini siberiane, Nicolai Lilin, “dal punto di vista geografico è praticamente impossibile impedire all’Iran di controllare lo Stretto di Hormuz” e “non esiste un modo di spostare l’Iran da quel punto geografico”.
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