Hydra, avv. Brambilla: “Respinta presenza in aula degli imputati durante l’esame di Cerbo”
Il 9 luglio il pentito ‘Scarface’ sarà presente in sede processuale. Legale di Sorrentino: “Difficoltà da remoto riguardano anche la difesa”
Cronaca (Milano). Sarà il collaboratore di giustizia William Alfonso Cerbo, detto ‘Scarface’, il primo testimone dell’istruttoria del maxi-processo Hydra sul sistema mafioso lombardo. Lo ha deciso il Tribunale di Milano al termine dell’udienza che si è svolta giovedì 2 luglio nell’aula bunker del carcere di San Vittore.
Nel corso dell’udienza, la pm Alessandra Cerreti ha avanzato una richiesta che riguarda la modalità di escussione del pentito Cerbo, ex vertice del clan Mazzei di Catania, già il prossimo 9 luglio: “In un processo così complesso William Alfonso, attualmente imputato per associazione mafiosa, dovrà riferire su una serie ponderosa di fatti e circostanze. A nostro avviso è necessario che il tribunale e le difese abbiano la possibilità di assistere con percezione diretta per vagliare la genuinità, l’attendibilità, la veridicità di ciò che l’imputato afferma. Inoltre, noi avremo bisogno di sottoporgli dei documenti da visionare, soprattutto gli album fotografici. Tutto questo sarebbe impedito a distanza, quindi chiediamo che Cerbo venga interrogato in presenza e non da remoto”.
Le difese hanno condiviso la richiesta della pm, evidenziando le difficoltà nel confrontarsi con i propri assistiti collegati a distanza. Ma, dopo circa un’ora di camera di consiglio, il Tribunale ha accolto soltanto la richiesta relativa a Cerbo e ha respinto la partecipazione in presenza alle udienze degli altri imputati.
“Sappiamo che la norma sul collaboratore di giustizia prevede, quando sia assolutamente necessario, la sua presenza in aula. Il pm ha esternato le difficoltà di affrontare un esame a distanza e a quel punto, ho chiesto che, per le stesse ragioni, fosse consentita la presenza in aula anche ai nostri assistiti durante l’interrogatorio di Cerbo”, ha spiegato l’avvocato Roberto Brambilla, che insieme al collega Gennaro Pecoraro assiste Antonio Sorrentino, uno dei 45 imputati del processo. “Il Tribunale ha respinto la richiesta richiamando le norme del codice di procedura penale. Per il momento, quindi, i nostri assistiti continueranno a partecipare alle udienze da remoto. Quando sarà previsto il loro esame, potranno essere presenti in aula, così come avverrà per i collaboratori di giustizia”, ha concluso l’avvocato Brambilla. (Nicoletta Totaro/alanews)
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quindi oggi hanno dichiarato che vogliono sentire in prima o collaboratore giustizia e hanno chiesto il PM ha chiesto che venisse sentito in presenza sappiamo che la norma sulla sulla giustizia prevede quando sia assolutamente necessario la presenza del collaboratore in aula anziché essere sentito a distanza di P esternato la difficoltà di affrontare un esame a distanza e a quel punto abbiamo chiesto ho chiesto che ha lo stesso modo visto che le difficoltà sono sempre si verificano sempre per noi perché affrontare questi processi con tutti gli imputati e quindi con i propri assistiti e non sono presenti in aula ma sono a danza quindi collegamenti sono difficoltoso non si possono interrompere la celebrazione dell’udienza per poter conferire con i propri assistiti quindi ho chiesto allo stesso modo che quando verranno e collaboratore di giustizia Napoli in presenza o stesso modo sia consentito ai propri assistiti di essere presenti anche loro modo tale da consentire e facilitare interfacciarsi con i propri di Il tribunale ha negato questa richiesta in base alla mente alle da alcune normative del Codice Procedura Penale e quindi vedremo prossima udienza e come sarà consentito di interfacciarsi con i propri assistiti a distanza quando saranno prevista l’esame degli imputati Allora sarà visto anche per loro l’esame In presenza così come fanno a per collaboratore giustizia per il resto invece proseguiamo con la partecipazione a distanza del cliente

