Il cardiologo Badagliacca, ‘ritardi nella diagnosi dell’ipertensione arteriosa polmonare’
Il clinico: “Approccio terapeutico fondamentale per migliorare qualità di vita”
Economia (Roma). A causa dei suoi sintomi aspecifici, come dispnea e affaticamento, che possono essere simili a quelli di altre malattie cardiache o polmonari, spesso la diagnosi arriva in ritardo (anche oltre due anni dall’insorgenza dei primi sintomi) – spiega Roberto Badagliacca, professore associato, responsabile Uos terapia intensiva cardiologica, dipartimento di scienze mediche e cardiovascolari all’ Università Sapienza e al Policlinico Umberto I di Roma -. Da qui l’importanza di una diagnosi precoce che consenta di indirizzare i pazienti ai centri di riferimento per garantire una presa in carico tempestiva e la migliore opzione terapeutica per ciascuno. In passato l’unica opzione era il trapianto polmonare o cuore-polmone. Oggi, invece, abbiamo a disposizione una scelta più ampia di farmaci che migliorano i sintomi, rallentano la progressione e aumentano la sopravvivenza. Molte terapie agiscono come vasodilatatori, mentre i farmaci più nuovi agiscono direttamente sui meccanismi biologici alla b (Marco Vesperini/alanews)
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