Il M5S si trasforma in ciò contro cui combatteva: la decomposizione tragicomica diviene necessaria

Con la vicenda di #LuigiDiMaio che ha compiuto una vera e propria scissione formando un gruppo che a lui risponde, assistiamo alla decomposizione definitiva del #MovimentoCinqueStelle e si tratta di una decomposizione tragicomica, le cui avvisaglie già percepivamo da tempo, i cui prodromi già avevamo visto rapidamente. Adesso vediamo di spiegare gli effetti con tutto ciò che ne consegue.

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Possiamo dire senza tema e senza ambagi che la decomposizione tragicomica del Movimento Cinque Stelle è stata necessario vorrei dire, un esito necessario di un Movimento fondato sul nulla che adesso nel nulla ritorna. Un Movimento che si è letteralmente ‘mosso fino a diventare ciò contro cui combatteva’, se volessimo dirla con una formula liberamente mutuata e parlata da Federico #Nietzsche. Il Movimento non ha mai voluto essere un partito, sempre preferendo la forma del Movimento. Il partito ha una forma organica, strutturata con un’ideologia che poi, #Gramsci docet, una #filosofia anche che diventa mobilitativa per le masse: si fa politica ideologica, per l’appunto. Il #M5S non ha mai voluto essere un partito in questo senso, è sempre stato un Movimento dunque liquido per definizione e per questo ha assunto tutte le forme possibili senza mai averne una propria. Con le grammatiche di Zygmunt #Bauman potremmo dire che, almeno nel caso italiano, il M5S è stato il primo partito liquido proprio perché privo di forme e disponibile ad assumerle tutte. Era in origine un movimento contro la casta, oggi sembra essere quello che difende gli interessi della stessa.

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