Il progetto per il 2030 delle élite di Davos: creare degli schiavi felici di esserlo

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Continua indefessamente il forum di #Davos, forse meglio noto come #World Economic Forum. Come già altre volte abbiamo ricordato, si tratta di un importante consesso nel quale i padroni del capitale, il blocco oligarchico neoliberale della plutocrazia sans frontières, si danno convegno. E lo fanno con un obiettivo molto preciso, quello di fissare, decidere, concordare le linee fondamentali, la traiettoria generale del loro interesse, del loro tableau de borde. Insomma, si tratta di una sorta di consesso internazionale, quasi una internazionale liberal finanziaria, mediante la quale i padroni del mondo decidono sovranamente quali sono i loro interessi e come imporli al mondo intero, chiamandoli, progresso e interesse dell’umanità tutta. I padroni del mondo decidono in maniera autocratica cosa fare e cosa imporre e utilizzano poi, di volta in volta, i singoli governi nazionali come passacarte, come semplici maggiordomi chiamati a tradurre in norme, decreti e prassi politica le decisioni che loro, il blocco oligarchico neoliberale, hanno sovranamente scelto.

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Ecco perché al tempo del #neoliberismo non abbiamo più partiti che incarnano visioni diverse che provano a tradurle in prassi. Al contrario, abbiamo quello che più volte ho definito il partito unico, articolato, neoliberale, ove destra e sinistra svolgono semplicemente la parte di due maggiordomi che si contendono il posto per servire il padrone. In questo caso il padrone coincide con l’oligarchia finanziaria tecnocratica no border. E i maggiordomi sono due sostanzialmente, uno in livrea fucsia, il maggiordomo di sinistra, l’altro in livrea bluette, il maggiordomo di #destra.