Informativa Meloni, Sisto: “Intervento che rende giustizia al governo”
“Referendum ha spaccato l’Italia ma Meloni ha migliorato la condizione del paese”
Politica (Roma ). Il senatore Francesco Paolo Sisto dopo l’informativa di Giorgia Meloni in aula in Senato: “Un intervento pacato che ha riferito dati, ha spiegato quello che ha fatto il governo, io direi assolutamente non colorato se non dai fatti. E questo è un intervento che per me rende giustizia al governo, io di giustizia un po’ ne capisco. Quindi ci dà la possibilità di comprendere come quello che è stato fatto in questo periodo è assolutamente interesse del Paese, non soltanto per l’elemento psicologico, ma anche perché i risultati raggiunti sono certamente risultati importanti. Ora, si potrà dire di tutto di questo governo, non che non abbia migliorato notevolmente la situazione del Paese. È evidente che è una situazione delicatissima, però devo dire che le scelte del Presidente del Consiglio di Giorgio Meloni si sono rivelate delle buone scelte. Io credo che il referendum abbia diviso l’Italia in due parti. Il milione di differenza che c’è, che avrebbe consentito l’uno all’altra parte di sovvertire il verdetto del no, il favore del no contro il sì, dimostra che siamo di fronte a un Paese che percepisce comunque la necessità di una riforma della giustizia.
Credo che il Governo reagirà in modo ragionevole, cercando un dialogo. Quello che io ho cercato di fare fin dall’inizio, ripeto l’inteso ovviamente col Ministro Nordio, è riaprire il tavolo con l’ANM e con l’Avvocatura per poter scrivere insieme delle pagine per questo anno e mezzo di legislatura che ci separa dal voto. Ci riusciremo? Io sono convinto di sì, con un po’ di buona volontà, con un po’ di attenzione, ma soprattutto col nuovo smalto dei principi della Carta Costituzionale.
Perché il referendum che cosa ha dimostrato? Che la Costituzione, secondo una certa parte degli italiani, non bisogna cambiarla. Però se non va cambiata, quei principi che sono già scritti prendono uno smalto nuovo, prendono vigore e quindi bisogna tenersi a quei principi magistratura, avvocatura e politica” (Pasquale Luigi Pellicone/alanews)
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