INTERVENTO STORICO DI GIORGIO AGAMBEN IN COMMISSIONE DUPRE ▷ “VIVIAMO IN UNA SOCIETÀ DI COMPLICI”

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Pubblichiamo il discorso integrale del filosofo #GiorgioAgamben in commissione DuPre nel corso dell’evento "Le faux sans réplique: Guerra, profittatori, ed aumento del carovita: quali strumenti di reazione democratica ed economica?".
Una dura invettiva che mette in dubbio non solo le falle dei sistemi democratici nostrani, ma anche alcuni dei postulati su cui la controinformazione ha fatto più affidamento negli ultimi anni, specie nel biennio pandemico.

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"Se un giorno gli #storici dialogheranno su quello che è successo sotto la copertura della pandemia risulterà, io credo, che la nostra società non aveva forse mai raggiunto un grado così estremo di efferatezza, di irresponsabilità e di disfacimento. Ho usato a ragione questi tre termini che sono legati oggi in quello che si chiama un nodo borromeo, cioè un nodo in cui ciascun elemento non può essere sciolto degli altri. E se, come alcuni – non senza ragione – sostengono, la gravità di una situazione si misura dal numero degli omicidi e delle uccisioni, credo che anche questo indice risulterà molto più elevato di quanto si è creduto o si finge di credere. Perché prendendo in prestito da Lévi-Strauss un’espressione che lui usava per l’#Europa nella seconda guerra mondiale, io credo che si potrebbe dire che la nostra società ha ‘vomitato se stessa’; per questo io penso che non vi è oggi per la nostra società una via di uscita dalla situazione in cui è caduta. A meno che qualcosa o qualcuno non la metta da cima a fondo in questioni. Ma non è di questo che volevo parlarvi. Mi preme oggi piuttosto interrogarmi insieme a voi su quello che abbiamo fatto finora e su quello che possiamo continuare a fare. In una tale situazione io condivido infatti pienamente le considerazioni contenute in un documento che qualche giorno fa è stato fatto circolare. Quanto all’impossibilità di una rappacificazione, il fatto è che non abbiamo davanti a noi semplicemente degli uomini che si sono ingannati, che hanno sbagliato o hanno professato per qualche ragione delle opinioni erronee che noi potremo cercare di correggere"

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