La parola patria è ormai morta e questo non può essere un bene: la tesi di Galimberti non regge

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Recentemente il filosofo Umberto #Galimberti, autore di Psiche e Techne e di molti altri testi che hanno segnato il nostro tempo, ha detto che la parola #patria è ormai morta. Lo ha detto non soltanto con il timbro diagnostico e asettico di chi registra un fatto, lo ha asserito senza alcun rimpianto, convinto che si tratti in fondo di una conquista importante. Ora, che la civiltà della tecnica e dello sradicamento planetario stia producendo il tramonto della patria è indubbiamente vero.
E non è certo il solo Galimberti a dirlo, è anzi un tema ben collaudato nella tradizione filosofica contemporanea. L’ordine dei mercati e della tecnica infatti produce sradicamento e deterritorializzazione. Si pone come il tempo della mobilitazione totale, per richiamare la celebre formula di Ernst Jünger.

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