La rivoluzione depotenziata: le parole dei guerriglieri green che spaventano tutti tranne i padroni

Leggo in questi giorni su “#LaStampa” di #Torino che stanno per ripartire i venerdì ambientali di #GretaThunberg.

Questo il titolo proposto da “La Stampa”, quotidiano sabaudo par exellence: "Da lunedì a Torino i Friday for future con Greta e 500 delegati dal mondo: ‘Faremo una #rivoluzione’”. Non sfuggano, a tal riguardo, le parole minacciose dei guerriglieri dell’#ambiente, dei nuovi eroi #green: “faremo una rivoluzione”. Curiosa espressione quella di rivoluzione se consideriamo il fatto che questa espressione, la più audace che la modernità abbia prodotto, viene oggi depotenziata, per non dire decaffeinata, dacché è utilizzata in ogni ambito (dalla #moda al #marketing) che non sia l’ambito sociale, politico, quello proprio di questo termine, quello in cui questo termine è maturato nella modernità e ha avuto i suoi successi, dalla #Rivoluzionefrancese a quella russa.

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Curioso il fatto che i nuovi guerriglieri del verde, capitanati dalla piccola scandinava Greta, chiamino rivoluzione quella che nemmeno nomina i rapporti di forza e lo sfruttamento capitalistico. Insomma, quella che propongono, l’abbiamo inteso, è la rivoluzione più amata da tutti i padroni del mondo, una rivoluzione interclassista, una rivoluzione gentile, una rivoluzione che lascia tutto com’è e che di fatto produce una sorta di deresponsabilizzazione integrale in grazia della quale la colpa dei danni cagionati all’ambiente è di tutti e di nessuno anzi a rigore è soprattutto dei ceti più deboli – quelli che magari per andare a lavoro inquinano – perché non possono permettersi i beni di lusso green che il nuovo capitale sta producendo.

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