L’ARRIVO DI NANCY PELOSI A TAIWAN, COSA NASCONDONO GLI APPARATI USA? ▷ IL DIBATTITO IN DIRETTA

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Non sta passando inosservata la visita di #NancyPelosi a #Taiwan. La Speaker della #Camera è atterrata a #Taipei con l’obiettivo di “preservare la #democrazia qui e nel mondo”. Non si è fatta attendere la reazione di #Pechino che, in tutta risposta, ha annunciato “operazioni militari mirate”. E non manca neanche chi ha visto nella visita della Pelosi una vera e propria provocazione nei confronti della #Cina, che da tempo rivendica la propria sovranità su Taiwan, secondo il principio dell’‘#UnicaCina‘.

Il modello esportato da #Washington starebbe vacillando. Il Prof #AlessandroMeluzzi spiega che “ogni società ha una teoria del potere. Adesso stiamo riscontrando i limiti di un modello che finché produceva automobili, alcol, elettrodomestici, telefonini e cibo e lo doveva vendere emettendo denaro a debito ha funzionato. Quando ha dovuto entrare nella logica nella quale bisognava governare non più i #consumi ma i consumatori (possibilmente, nell’ideale, mettendo loro un microchip nella testa perché comprano, vendano e facciano tutto esattamente come hanno deciso gli emettitori del denaro), siamo entrati in questa situazione”.

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Cosa si nasconde però dietro il viaggio di Nancy Pelosi? #AlbertoContri risponde così: “Un mio amico lavora nell’amministrazione americana della sicurezza e mi ha spiegato cosa sta facendo la Pelosi: negli #Usa c’è la sensazione che alle #elezioni di mid-term i #democratici prenderanno una botta spaventosa, quindi – come sempre avviene nella storia – quando hai problemi a casa ti cerchi nemici fuori. Questo perché quando c’è un pericolo esterno, il popolo tende a unirsi sotto l’amministrazione del momento. Adesso quindi stanno andando a Taiwan per rompere le scatole alla Cina e far succedere qualche incidente”.

Dello stesso avviso il Prof #MarianoBizzarri: “Questa vocazione degli Stati Uniti a essere gendarmi del mondo non è di oggi. Funzionava negli anni ’50-’60-’70, oggi questa visita della Pelosi avviene a distanza di circa un anno dalla fuga degli americani con la coda tra le gambe da #Kabul. E l’obiettivo qui è di distogliere l’attenzione dagli enormi problemi che hanno gli Usa, che si trovano in una situazione di pre-guerra civile“.