Libia, Refugees in Libya: “Fermare i finanziamenti a un sistema che alimenta violenze e detenzioni”
Il cofondatore Al Mahy Daoud: “Rastrellamenti sempre più intensi, migliaia di persone bloccate nei centri di detenzione”
Mondo (Roma). Un appello all’Italia e all’Unione europea affinché cambino approccio nella gestione dei flussi migratori verso la Libia e interrompano il sostegno a un sistema che, secondo gli attivisti, alimenta violenze e detenzioni arbitrarie. È quanto ha dichiarato Al Mahy Daoud a margine del sit-in organizzato in piazza Capranica dal movimento Refugees in Libya, in contemporanea con una manifestazione a Bruxelles.
“Abbiamo organizzato questa iniziativa per dare voce ai migranti e ai rifugiati che si trovano ancora in Libia. In questo periodo la situazione è diventata molto, molto difficile. Le violenze, le prigioni e le torture continuano e migliaia di persone sono rinchiuse nei lager libici”, ha dichiarato Daoud.
Il cofondatore di Refugees in Libya ha puntato il dito contro la cooperazione tra l’Unione europea, l’Italia e le autorità libiche nella gestione delle migrazioni. “L’Unione europea e anche il governo italiano destinano ingenti risorse a chi gestisce questo sistema. Noi chiediamo invece che si trovino soluzioni diverse, che mettano al centro la tutela delle persone e non il finanziamento di un sistema che produce detenzioni, torture ed estorsioni ai danni delle famiglie dei migranti”, ha affermato.
Secondo Daoud, nelle ultime settimane la situazione si è ulteriormente aggravata con l’intensificarsi dei rastrellamenti e la sospensione delle attività di alcune organizzazioni umanitarie internazionali. “Oggi le persone hanno paura perfino di uscire di casa per comprare qualcosa. La libertà di movimento praticamente non esiste più e chi è rimasto in Libia continua a vivere in condizioni drammatiche”, ha spiegato.
Daoud ha infine ribadito che la mobilitazione proseguirà anche nelle prossime settimane. “Noi oggi siamo qui perché abbiamo la possibilità di parlare, ma sentiamo il dovere di raccontare una realtà che molte persone non conoscono o non riescono nemmeno a immaginare. Continueremo a dare voce a chi è rimasto intrappolato nei centri di detenzione e nelle prigioni libiche”, ha concluso. (Stefano Chianese/alanews)
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questo iniziativa di oggi è a portare voce quelle dei migranti e rifugiati in Libia che altrimenti la situazione è diventata molto molto difficile di sol sentiamo questi atrocità di prigioni tortura e c’è tra male in questo periodo sono proprio molto molto difficile abbiamo lanciato questa manifestazione tipo una manifestazione ore gente si potete vedere anche siamo pochi ma anche determinate a portare questi voce perché Ci sono migliaia centinaia di persone che sono dentro di me quindi siamo qua a chiedere anche a fare queste situazioni più visibile perché noi abbiamo capito che noi che abbiamo un po’ di esperienza in Libia abbiamo capito bene che le €1 Però anche il governo italiano danno tantissimi soldi a questi criminali persone per controllare come si chiama assistente di migrazione Ma se possiamo andare un po’ esiste ma in realtà ci sono tanti tantissimi auguri e lenza Cade quindi noi chiediamo Invece di mandare queste tantissimi soldi a criminali a fare il giovane aperture a chiedere le persone tantissimi soldi da loro famiglia del Pratello perché non riusciamo a fare o governi tu ti diverti anche dell’Unione Europea non fanno una soluzione migliore invece di persone moriranno anche in tanti persone stanno In detention centre est quindi in questo caso oggi abbiamo lanciato questo manifestazione ma sicuramente le iniziative finirà qua però sempre noi chiediamo a dare un po’ di visibilità anche il persone perché noi assolutamente qua siamo arrivati Abbiamo un po’ di libri da eccetera però sempre anche pensiamo a livello di esperienza che abbiamo fatto in Libia eredità non è immaginabile in prima Anita queste situazioni e quindi per noi abbiamo le obbligazioni a dare a portare voce a portare salita che non è in realtà tanti persone possono vedere o a immaginare la realtà quindi in questo caso siamo qua oggi ultimo periodo la situazione ancora peggiorata ci stanno ancora più rastrellamenti e diciamo la vita per gli emigranti che si trovano in India e ancora peggiorata e poi ci sono anche meno controlli da parte delle organizzazioni internazionali Infatti Sì ultimamente anche le organizzazioni che lavorano a livello di umidità sono sospesi a causa di tanti falsi informazioni che hanno detto libiani persone libici dicono che alcuni e organizzazioni mondiali lavorano per reset dei dirigenti fare reset gente in Libia ma in verità Questo non è vero in queste situazioni hanno fatto tanti manifestazioni quindi sospese ho un po’ di alcuni alcune organizzazioni è diventata proprio molto molto Cile rastrellamento ed

