L’industria italiana strizza l’occhio a Putin

Da una parte, i Governi europei, che studiano nuove sanzioni contro Mosca. Dall’altra, le grandi aziende italiane, che con la Russia vogliono invece fare affari e che, proprio per questo, hanno organizzato una riunione di lavoro con Vladimir Putin. E così, mentre il presidente russo viene presentato all’opinione pubblica occidentale come il nuovo nemico pubblico numero uno, i big dell’industria italiana decidono di chiamarlo per parlare di economia.

A dare particolare rilievo alla notizia è stato il Financial Times, che ha reso noti i dettagli dell’incontro. La call conference, tenutasi oggi 26 gennaio, era già stata convocata a novembre dalla Camera di Commercio Italia-Russia e dal Comitato Affari Italo-Russo. Il tutto, all’insaputa del Ministero degli Esteri. La Russia ha previsto altri incontri con altre delegazioni europee.
Putin ha altresì riferito agli uomini d’affari italiani che Mosca competerà con Roma per il diritto di ospitare l’Expo 2030.

Fra i partecipanti all’incontro, svoltosi in forma privata, vi sarebbero stati top manager di alcune delle più grandi aziende italiane,tra cui Enel, Generali, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Pirelli, Marcegaglia, Danieli, Barilla, Maire Tecnimont. Tra chi ha rinunciato a causa delle pressioni del governo italiano c’è l’Eni, che avrebbe dovuto presenziare con il numero uno Claudio Descalzi. Gli organizzatori dell’evento hanno confermato la loro intenzione di dialogare con Putin indipendentemente dal quadro geopolitico circostante. Anche perché chiudere i rapporti con la Russia sarebbe un boccone amarissimo per l’economia italiana. Motivo per cui il Governo di Mario Draghi, assieme a quello tedesco, è fra i meno interessati a inasprire le sanzioni contro Mosca.

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