L’insegnamento di Don Mazzi: “Prima si sogna, poi si realizza”
Cordoglio e ricordi alla camera ardente
Cronaca (Milano). Continua l’omaggio a Don Antonio Mazzi nella sede della comunità Exodus al Parco Lambro di Milano, dove anche oggi sono proseguiti gli ingressi alla camera ardente del fondatore della comunità, morto venerdì all’età di 96 anni. Questa mattina è arrivato anche Enrico dal Covolo, vescovo titolare di Eraclea, che ha dedicato un omaggio a Don Mazzi:”Non ho conosciuto personalmente Don Mazzi, ma l’ho conosciuto attraverso l’opera che ha compiuto, attraverso ciò che ha scritto e i pensieri che ha lasciato. Per questo ho sempre nutrito una grande stima nei suoi confronti.
Il suo insegnamento più grande riguarda la capacità di sognare: non è una questione di età — che si abbiano 15, 70 o 90 anni — ma a ogni età è legittimo, anzi doveroso, sognare. In particolare, è importante che i giovani continuino a farlo. Lo raccomandava spesso Papa Francesco: non lasciatevi rubare la speranza e sognate in grande per il vostro futuro”.
“Prima si sogna e poi si realizza”: è questo il cuore dell’insegnamento che Francesco Maria Goglio, arcivescovo primate della Chiesa Anglo Cattolica, attribuisce a Don Antonio. Ricordando l’esperienza vissuta accanto a lui da giovane educatore, Goglio sottolinea il valore della responsabilizzazione e della capacità di immaginare il futuro come motore dell’azione pastorale. Un’eredità che ancora oggi guida il suo ministero: “Se non si sogna, non si costruisce nulla”. (Alessia Arrigo/alanews)
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