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In un contesto segnato dalla crisi energetica globale, con il protrarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz — attraverso cui transita circa il 20-25% del petrolio marittimo mondiale e fino al 40% del kerosene per aerei importato dall’Europa — si moltiplicano le voci su possibili “lockdown energetici”. La presidente della BCE Christine Lagarde ha recentemente messo in guardia sui rischi di razionamento di carburante e cibo, mentre circolano ipotesi di interruzioni programmate di corrente e limitazioni agli spostamenti. In linea con progetti come l’Agenda 2030 e le città da 15 minuti, nonché l’euro digitale. Tutto questo alimenta il dibattito su strumenti di controllo come le CBDC.
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