Quasi otto ore da Verona e Venezia, senza acqua, senza cibo, senza assistenza per i passeggeri. Quella vissuta sabato 22 novembre dai passeggeri del regionale veloce Trenitalia 33777 partito dalla stazione di Verona Porta Nuova alle 16.37 e arrivato a Venezia con oltre cinque ore e mezzo di ritardo rispetto alle 18.50 previste, è stata una vera odissea. L’approdo alla stazione di Santa Lucia è avvenuto ben oltre la mezzanotte, per l’esattezza alle 0.23. Troppo, decisamente troppo, anche per i passeggeri più pazienti, come Giulia Vianello, 46 anni, residente a Venezia. Che ha deciso di denunciare l’accaduto.
Giulia Vianello, ci racconta l’odissea che avete vissuto?
«Sono veramente arrabbiata e sconcertata per il trattamento che abbiamo ricevuto. Ormai i ritardi, quando si prende il treno, sono all’ordine del giorno, ne succede sempre una. Stavolta, però, quanto accaduto è fuori da ogni logica, soprattutto per la gestione della situazione di emergenza da parte di Trenitalia».
I problemi quando sono cominciati?
«Poco dopo la partenza, il treno a un certo punto si è fermato. Non capivamo cosa stesse accadendo, poi dopo alcuni minuti, all’altezza di Cerea, ci è stato spiegato che un’auto si era incastrata all’interno di un passaggio a livello e che ci avrebbero informato su quando saremmo ripartiti». L’intervista continua su corrieredelveneto.it


