L’ultimo problema della Von der Leyen: un lupo uccide il suo pony, lei porta il tema in Parlamento

E’ davvero un episodio spiacevole quello accaduto qualche giorno addietro a Ursula #VonderLeyen, la vestale del neoliberismo, della tecnocrazia repressiva dell’#UnioneEuropea. In sostanza è accaduto a Ursula Von der Leyen che un lupo ha ucciso il suo pony privato: un lupo ha sbranato il pony di Ursula Von der Leyen, la quale in risposta ha scritto al Parlamento europeo per valutarne la protezione. Ora, con la massima solidarietà per il lupo più che per la Von der Leyen, possiamo ben dire che la vicenda è emblematica. In sintesi, l’Europa è realmente in mano a questi volubili e capricciosi signori dei ceti abbienti come Ursula Von der Leyen. Signori capricciosi e volubili dei ceti abbienti, il cui problema fondamentale sono alla fine i loro maneggi, i loro cavalli e il loro life style aristocratico.

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Provate peraltro a immaginare, se fosse accaduto a parti inverse, che un lupo avesse attaccato il gregge di un pastore e il pastore, vedendosi sbranare l’intero gregge dalla cui esistenza dipende la sua sopravvivenza, avesse osato protestare, magari imprecando contro il #lupo e magari facendo richiesta di maggiore tutela. Non è difficile immaginare come il povero pastore si sarebbe immediatamente sentito diffamare come insensibile alle istanze animaliste, come odiatore degli animali, come avulso dalla nuova sensibilità green dell’odierno contesto della globalizzazione neoliberale. E invece, poiché è accaduto a Ursula Von der Leyen, l’episodio privato diventa immediatamente pubblico e di più si fa caso politico. Oltretutto, l’accaduto è davvero emblematico di come si sia prodotta una distanza incolmabile, siderale, abissale tra l’alto e il basso, fra l’establishment e le classi nazionali popolari o ancora, se preferite, tra il vertice dei burocrati delle brume di #Bruxelles. Gli euro, i nomadi, come io sempre li chiamo, in alto e in basso, le masse nazionali popolari, le classi lavoratrici di marxiana memoria.

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